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Cinquanta anni, newyorkese, Lydia Lunch - cantante, scrittrice, attrice, musicista e performer - può essere definita in mille modi diversi ma nessuna etichetta è in grado di cogliere veramente l'essenza del personaggio.
Una vita vissuta pericolosamente, senza nulla negarsi, sguazzando in acque sporche e immergendosi nel torbido, per poi venirne fuori ed urlare la propria rabbia, raccontare l’annichilimento e la brutalità della sottomissione, l’alienazione e il vuoto di una vita abusata, con tutti i mezzi espressivi che il suo genio le ha messo a disposizione: musica, libri, performance, installazioni, spoken word, poesie, film, video, fotografie. Lydia ad oggi è tutto questo e molto altro ancora. Difficile parlarne, difficile sintetizzare, senza fare torto alla sua inafferrabile complessità.
Gli esordi: New York, seconda metà degli anni settanta, pieno fermento contro culturale, eccola diventare cantante e chitarrista dei Teenage Jesus And The Jerks e, ben presto, madrina della No Wave, in buona compagnia di Arto Lindsay (DNA) e James Chance (Contortions), sotto lo sguardo attento e curioso di Brian Eno. Obiettivo dichiarato: portare al parossismo l’etica nichilista del punk, sradicare la musica dal suo passato, farla finita con accordi e progressioni, smembrare, dissacrare e profanare il cadavere del rock. Gli strumenti vengono utilizzati al minimo delle loro possibilità, dissanguati, la musica viene abortita e, di contro, vengono partoriti incubi angosciosi.
Di questi rituali di profanazione Lydia diventa, da quel momento in poi, somma sacerdotessa. Nei successivi dischi solisti, nelle infinite collaborazioni (Thurston Moore, Kim Gordon, Birthday Party, Nick Cave), nelle svariate forme artistiche a cui si dedica (tra le tante: le pellicole underground di Richard Kern, dei racconti chiaramente autobiografici), si eleva a poetessa delle metropoli agonizzanti, a cantrice della marginalità e dell’eccesso, a vestale del dolore, come l’anima più tormentata di un girone dantesco. Continua a farlo ancora oggi, sia pure (forse) con la distanza, l’ironia e la consapevolezza che il tempo le ha fatto guadagnare. E lo farà nel corso del nuovo tour italiano con un concerto programmaticamente intitolato That Was Then - This is Now - Deal With It! in cui ripercorre la sua parabola musicale: dagli spasmi convulsivi dei Teenage alle ansimanti introspezioni gothic del suo progetto attuale “Big Sexy Noise”, realizzato in combutta con musicisti di altissimo calibro: James Johnston, Terry Edwards e Ian White, al secolo Gallon Drunk. Ad intervallare le due parti la proiezione di video inediti su quella “No New York” in cui è sbocciato il suo talento. Imperdibile.
LIVE REVIEW: Lydia Lunch live @ Zoobar - Roma, 6 novembre 2005
LYDIA LUNCH live in ITALIA:
19 maggio a ROMA @ Init Club apertura h 21:30 ingresso 15eu
20 maggio a BOLOGNA @ Locomotivclub - EXPRESS FESTIVAL
21 maggio a NAPOLI @ Galleria Toledo Ingresso botteghino euro 18 In prevendita euro 16
22 maggio a PADOVA @ Unwound
Articolo del
19/05/2009 -
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