|
Patti Smith, la “poetessa del rock”, torna in Italia accompagnata da un trio acustico: l’inseparabile Lenny Kaye alla chitarra, la figlia Jesse al pianoforte e Giovanni Sollima al violoncello (che aveva già collaborato con l’artista americana al recente album ‘Twelve’ e durante il tour del 2007). L’appuntamento è di quelli da non perdere in quanto, a quasi 63 anni, la cantante americana rappresenta ancora una delle figure femminili più importanti della storia del rock.
Patti Smith artisticamente nasce come una poetessa che attraverso il potere visionario della musica aveva trovato la formula perfetta per raggiungere un pubblico più ampio che si riconosceva nei suoi versi intrisi di ribellione. Inizia la sua attività discografica nel 1975. La sconfitta del movimento culturale giovanile americano di fine sessanta aveva portato la musica, da un lato, ad un ripiegamento in se stessa e, dall’altro, verso un certo pop rock di massa. Il contesto politico americano è, in quel periodo, estremamente deprimente (la fine ingloriosa della guerra del Vietnam e le dimissioni di Nixon in seguito allo scandalo Watergate). In forte contrasto a questo scenario, la scena musicale americana di quel periodo vive una tra le più grandi esplosioni creative che il rock abbia mai vissuto. Siamo alla metà degli anni 70 e nasceva l’esigenza di riportare il rock alle sue radici. La scena si sposta dalla California alla “Grande Mela”. Principalmente in due club: CBGB e Max’s Kansas City. Quì le giovani band sprizzano fuoco ed energia senza badare troppo all’aspetto tecnico (New York Dolls e Ramones su tutti) in netto contrasto con la tranquillità e l’introspezione del cantautorato americano e soprattutto del pop rock mainstream di quegli anni. Altre ancora (Television e Talking Heads) vertono verso l’intellettualismo con riferimenti poetici che si spostano dall’era beat ai poeti maledetti Verlaine e Rimbaud per evadere ed essere un’alternativa al mercato dominante. Patti Smith recupera questi due elementi (energia ed intellettualismo) con una carica di rabbia non sopita di chi non accetta la sconfitta del “movement” di fine sessanta (“sconfitti i miei fratelli maggiori ma non io”). La femminilità dirompente è, però, l’elemento innovativo. Fino ad allora, infatti, la donna (con l’eccezione di Janis Joplin e Grace Slick) aveva avuto un ruolo marginale nel rock. Insieme a Deborah Harry dei Blondie, Patti Smith segnerà l’inizio di un'ondata di donne in un mondo musicale essenzialmente maschilista. Riprende il discorso che, per cause naturali, la Joplin era stata costretta ad interrompere indicando la strada ad una generazione intera di ragazze per poter suonare il rock in maniera completa e libera sotto ogni punto di vista senza doversi limitare a scrivere i testi (che normalmente parlavano di donne e di automobili) alla maniera di un educanda dal vestito castigato. I contenuti che la Poetessa canta sono contenuti personali, politico-sociali e legati al femminismo ("outside the society I wanna be”) senza farsi scudo di nulla. E’ la prima donna che va in scena come un uomo e non si pone il problema della femminilità. La band rimane dietro poichè la protagonista è soltanto lei. L’impatto dei primi dischi dal sapore underground sull’ascoltatore è enorme. Diventa star planetaria nel ‘78 in piena era punk (verrà anche inserita in questo contesto più per legami ideali che musicali veri e propri) soprattutto grazie ad un brano scritto per lei da Bruce Springsteen: “Because The Night”. Patti Smith la prende, lo re-inventa e lo fa suo cancellandone la sofferenza springsteeniana e facendolo diventare un capolavoro di perdizione totale. All’apice del successo con Wave (1979) scioglierà la sua band (il Patti Smith Group) per ritirarsi dalle scene e condurre una vita domestica con suo marito Fred Sonic Smith. Tornerà nel 1988 con un inno dal sapore un po’ populista: “People Have The Power”. Pubblicherà dischi con il contagocce. Lo farà solo quando avrà davvero qualcosa da dire. Divina, irriverente del rock: “Gesù è morto per i peccati di qualcun altro ma non per i miei”.
PATTI SMITH ACOUSTIC TRIO live in ITALIA:
1° luglio a AREZZO @ Anteprima Play Art Festival 1° settore platea numerata € 25,00 2° settore ingresso unico € 15,00
3 luglio a CAPRI (Napoli) @ piazzetta Tragara ore 19.00 Le Conversazioni - ingresso gratuito
6 luglio a ROMA @ "Roma incontra il Mondo" a Villa Ada prezzo del biglietto: 22 euro
7 luglio a PARMA @ Piazzale della Pace ore 21.30 Costo dei biglietti: - platea numerata 34,50 € - tribuna numerata 26 € - tribuna non numerata 17 €
8 luglio a SOGLIANO AL RUBICONE @ Piazza Matteotti ore 21.30 prezzo del biglietto: 25 e 35 euro
Articolo del
29/06/2009 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|