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Your Kisses Are Like Fire. Nuovo titolo, diretto e provocatorio, come è nel suo stile, e nuovo concerto di Diamanda Galás che arriva a Roma attesa più che mai, specialmente dopo l’annullamento della tournée estiva. La voce dei genocidi di armeni, assiri e greci in Asia Minore, nel Ponto e in Tracia tra il 1914 e il 1924 (Defixiones, Will And Testament); la voce dalle trincee dell’AIDS (la trilogia The Masque Of The Red Death), degli scrittori assassinati o in esilio (Songs Of Exile), delle vittime dell’omofobia e del bigottismo religioso; la voce di quanti con l’accusa di essere infedeli, per religione o per nascita per questo vivono nella morte, muoiono perseguitati, torturati, nell’indifferenza.
Nata a San Diego, in California, da una famiglia di origini greche Diamanda Galás è la voce di chi non ha voce. E non una voce comune, ma una voce che è “fuori”, assolutamente. Musica, testo, persona, tutto si fa gesto nelle performance della Galás: libertà espressiva che qualcuno chiama trasgressione. E certamente lo è se la misuriamo agli standard più commerciali, più rassicuranti, convenzionali e convenienti. La Serpenta – così la chiamano i suoi fan – promette invece turbamento, disagio. Non sono solo i testi, impegnati, di denuncia che sfidano come una maledizione politica, religione, silenzi e negazionismi sempre più attuali; non è l’immagine di inquietante dark lady su quei lineamenti greci, forti e spigolosi; non è soltanto la vocalità esasperata, quattro ottave d’estensione, di una voce a volte aspra ma flessibile, e con una tale forza espressiva (dice di ispirarsi alla Callas), tagliente, scomoda talvolta ostica; non è la sua musica, un confluire di esperienze blues, jazz, heavy metal, una musica percussiva e che tuttavia non si vende al messaggio. Nel suo nuovo recital Your Kisses Are Like Fire la Galás unisce la sua sofisticata potenza vocale a uno sferzante, impressionante, percussivo stile pianistico tale da evocare la disperazione - sentimento provocato dalla morte di un amante, dalla persecuzione etnica o dall’abbandono. Tra i brani in programma figurano rielaborazioni di “classici” di Jacques Brel e raffinati testi “maledetti” di poeti come Henri Michaux, Paul Celan, Gérard de Nerval, Adonis, Konstantin Kavafis, musicati da Diamanda Galás.
LIVE REVIEW: Diamanda Galás live @ Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia - Roma, 15 maggio 2008
DIAMANDA GALAS live in ITALIA:
martedì 15 dicembre a ROMA @ Università La Sapienza, Aula Magna Biglietti: € 40-35-30 (interi) € 37-32-28 (ridotti) 35-30-25 (ridotti Sapienza) € 12-10-8 (under 30)
Articolo del
15/12/2009 -
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