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Triobrio Deluxe
Tre Tigri Contro Triobrio
2010
Alka Record
di
Maria Francesca Palermo
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Ad un anno di distanza dall’ep ”Non Bravi Ma Belli”, il Triobrio Deluxe si ripresenta ora con un album da cui è lecito attendersi di tutto. Le buone capacità espressive del terzetto ferrarese regalano momenti ironici, facendo canticchiare, danzare o riflettere a secondo dei casi. Si va dall’esuberante svacco adolescenziale fino ad arrivare all’ultimo cantico degli sfigati. Perché i giovanotti suonano pop ma lo fanno con un’attenzione strumentale peculiare andando a toccare angoli sorprendentemente ‘altri’, tra distorsioni indie quasi sempre presenti e un pizzico di irriverenza da dancefloor. Nei dieci brani, l’album offre molte chicche. A partire dalle spassose tracce di ”Aveva Ragione Tuo Padre” o ”30 Febbraio” (data inusuale per un mese bisestile), il trio avanza sberleffo con ”Sciami”, si da una manovra rock con ”Non Si Può” e si risveglia bruscamente con il synthpop di ”Giorni Felici”. Molto è lo spazio accordato ai riferimenti nostrani (vedi i Tre Allegri Ragazzi Morti su tutti) che va di pari passo con la fusione di rock anglosassone e musica italiana. Non a caso citato esplicitamente dalla band è Bugo con l’omaggio sintetizzato della cover di ”Io Mi Rompo I Coglioni”. Peccato solo che Bugo ha il raro dono di possedere una voce che rende oro tutto ciò che canta, e noi invece in questo caso possiamo solo accontentarci di luoghi comuni lirici e sonori visti e già rivisitati. Intanto, non fai in tempo a pensare di trovarti in una festa liceale di fine anno che scatta ”Fai Male Quando Vieni”. E allora pensi che magari sei davvero in qualche ‘prestazione’ da fine anno e ti sei anche divertito, ma poi, come sempre, si avverte una certa carenza di grinta come quando John Lydon seduto sul bordo del palco cantò la canzone ”No Fun” e prima di lasciare la scena gridò al pubblico: “A-ha-ha! Avete mai avuto la sensazione di essere stati fottuti?! Buonanotte”. Insomma, tu rimani li fermo a riflettere sulla gloria della band e sulla sua dubbiosa riconoscibilità futura. L’album, prevede uno scorrimento di canzoni tutte uguali, dalla durata identica, non che voglia dire molto ma insomma spiega anche qualcosa del circo in cui il Triobrio Deluxe sghignazza esaltato, domando le proprie tre irriverenti tigri. Resta comunque un disco d’esordio gradevole, probabilmente demenziale e che, nonostante tutto, rispetta l’intelligenza divertendo.
Articolo del
24/04/2011 -
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