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Esulando un po’ dalle consuete rotte del rock e del metal, che in genere conducono in terra anglosassone o nell’Europa continentale, scopriamo il giovane Ivan Mihaljevic. Talentuoso cantante, chitarrista e compositore di Zagabria, il 22enne Ivan ha militato nella più famosa band croata di hard rock, gli Hard Time, prima di iniziare la carriera solista con l’album ”Sandcastle” nel 2008. Nello stesso anno lo vediamo esibirsi all’Iridium Jazz Club di New York insieme nientemeno che a Sua Maestà Les Paul, recentemente scomparso. Il suo secondo full length, ”Destination Unknown”, è stato registrato insieme alla band dei Side Effects, e la buona alchimia della squadra è evidente, perché Ivan&soci non lesinano belle canzoni e saggi di bravura. Se già state per riporre il CD sullo scaffale, timorosi di essere incappati nell’ennesimo fenomeno chitarristico alla Yngwie Malmsteen (divino, per carità, ma insostenibile per più di quindici minuti, a meno che non siate dei maniaci compulsivi delle sei corde), non fatelo: non sarete assediati da mastodontiche suite o stremati da incomprensibili “opere rock”. Pur concedendosi qualche passaggio enciclopedico di pura tecnica (”Choosh Pies” è decisamente prog metal), peraltro assolutamente perdonabile, Mihaljevic ha ben chiara la necessità di comporre canzoni gestibili e piacevoli all’ascolto, e volteggia leggiadro tra hard rock (”Instant Star-Add Water”, “Your Plane Flew Away”), ballad (”Curse”), power metal strumentale (”Dreamscapes”, l’irresistibile ”The Pirate Song“ e la melanconica ”Sorry-part I”), fino ad arrivare al folk metal alla Eluveitie (”Shadows”). Per il sound solare, energico e vagamente epico potrebbe forse essere accostato agli Avantasia di Tobias Sammett, ma è chiaro che cerca uno stile tutto suo. I delicati arpeggi, intrecciati ad un riffing rockeggiante, di ”Sorry-part II” e le note di pianoforte di ”Hollow Wish” concludono il loro viaggio, proprio come il messaggio in bottiglia rappresentato sulla cover. Un messaggio in bottiglia può essere la suggestiva metafora di tante cose. Nel caso di Ivan Mihaljevic, potremmo benissimo interpretarlo come l’avvertimento di questa giovane rockstar al mondo della musica: sono qui, e farò grandi cose. Deve ancora farsi un po’ le ossa e lasciare definitivamente da parte i momenti eminentemente accademici, ma può sicuramente mantenere la promessa.
Articolo del
03/10/2010 -
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