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Imaad Wasif
The Voidist
2010
Tee Pee Records/Goodfellas
di
Giuseppe Celano
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Nel 2008 aveva autoprodotto, e suonato da solo, ”Strange Hexes”. Due anni dopo, per l’uscita di ”The Voidist”, Imaad Wasif cerca compagnia nei Two Part Beast. Quello che ne esce è un parto malato, un viaggio dilatato e psicotropo. Le atmosfere psych-rock, di pura matrice americana, si accoppiano lascivamente con influenze orientaleggianti. Se alla ricetta aggiungete le presenze di Dale Crover (Melvins) e Greg Burns (Red Sparowes) converrete con noi che lo spettro delle soluzioni melodiche va ben oltre ciò che si può attendere. Cangianti e sciolti, capaci di pesanti aperture stoner e di intime take, ricche di picchi emozionali, gli Imaad Wasif costruiscono la loro opera su chitarre acustiche, zeppeliniane, che vengono puntualmente violentate da sferraglianti accordi lisergici, viziate da un abuso di effetti che le rendono drogate, perse in una cortina fumosa alla Om. Ma sono i passaggi più rarefatti che lasciano di stucco, brani come ”Another”“ riescono a far breccia in chi ascolta con la loro delicata semplicità. Sono ballate leggere, pizzicate appena sulla chitarra, con pulsazione ritmica ridotta all’osso, lente come il battito di un cuore d’atleta. “The Voidist” è un crogiolo di psichedelica (”Razorlike”), stoner epurato da volumi massacranti, si opta per spartane perle imperniate sulla tradizione americana. Il nuovo album del chitarrista americano Imaad Wasif è un maglio di sensazioni che arrivano dritte al cervello in un botto.
Articolo del
05/10/2010 -
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