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Suffer In Silence
Brutal Realities
2010
SG Records
di
Arianna Mossali
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Una sequenza inenarrabile di peripezie, cambi di formazione e dissidi aveva imposto alla loro carriera un andamento decisamente lento (un solo EP pubblicato dal 2002 ad oggi) e il loro destino come l’ennesima, promettente metal band che si dissolve nel nulla sembrava segnato; ma il combattivo vocalist Patrick Amati non ci è stato, e grazie all’apporto di Aleksandar Misic, Cristian Bellavista e Filippo Cicoria ha dato il via alla seconda vita dei Suffer In Silence, da cui ci aspettiamo grandi cose. ”Brutal Realities” ci presenta un quartetto compatto e affiatato, tecnicamente perfetto, originale e sorprendente nel songwriting, negli arrangiamenti e nell’esecuzione. Per quanto riguarda i numi tutelari, i ragazzi attingono indiscutibilmente dagli altari di At The Gates e Soilwork, anche se la loro proposta, ad un orecchio attento, si discosta dall’incrollabile compattezza e uniformità del sound svedese, giocando su numerose variazioni sul tema. La caratteristica saliente della loro musica è l’ammirevole equilibrio che mantengono tra furoreggianti arrembaggi death/thrash e parti melodiche, ma quasi sempre tendenti al black metal, il che scongiura il pericolo di finire nel calderone mainstream. Il livello di attenzione resta così costantemente alto, anche nel caso di tracce ambiziose come i>”Absurd Humanity”, “The Brutal Realities Of Life” e ”Delete” (grandioso l’arpeggio di quest’ultima). La voce di Patrick si muove agevolmente tra scream e growl, ma a tratti si avvicina a tonalità tra il sussurrato e il cantato, in cui la sua espressività è ai massimi livelli. Bene l’aggressiva ”All The Evil Of The World”, e ”Eatshit!” in cui si palesa lo spirito thrash della band, e quel portento di ”Without Gods”, un midtempo drammatico e morboso, in cui l’ascoltatore dall’animo inquieto e tormentato avrà modo di crogiolarsi a piacimento. Intro ed outro struggenti, artwork adeguato e l’ottima produzione targata SG Records completano questo album notevole. E’ finalmente arrivata l’ora dei Suffer In Silence? Noi speriamo di sì, e certamente dopo un debutto così eloquente non si possono permettere passi falsi.
Articolo del
06/10/2010 -
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