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Un disco strumentale da recensire, ”12 Nodi”, titolo interessante. Credo sarà la solita noia rilassante. Cosa faccio, mi butto sul divano per un pisolino mentre lo ascolto? Oppure mi preparo un bagno rilassante. Potrei anche buttarmi sul letto con un libro e sentirlo in sottofondo. Inseriamo il cd poi si decide. Ma questo suono cos’è, sembra una fisarmonica. Carino…si dai piacevole. Ora un po’ di curiosità mi assale, ma chi è? Dunque leggiamo: Carlo Maver è un flautista, bandoneonista, compositore e viaggiatore solitario. E’ uno dei pochi allievi del grande maestro argentino di bandoneòn Dino Saluzzi. Con basso, chitarra e batteria/percussioni forma il Maverquartet. Suona inoltre il flauto traverso. Dopo il successo del primo cd ”Spaesaggi”, esce il suo nuovo lavoro: “12 Nodi”.12 brani che creati a rappresentare un viaggio nel Tango alla riscoperta delle sue terre e della sua storia. Da Bologna parte quindi il viaggio di questo suonatore controtempo e controtendenza che unisce jazz, tango e milonga. Ecco cos’era quello strumento ricco di passione, ritmo e sensualità: il bandoleòn. Il suono mi affascina. Più lo ascolto e più vorrei ascoltarlo, scoprire il brano successivo. Leggo i titoli, alzo il volume. Le melodie, i suoni, i silenzi sono emozionanti, la mancanza della voce in quasi tutti i brani non si avverte supplita con tutta l’emozione necessaria dallo strumento di Maver. Lo riascolto. Una volta, poi un’altra ancora, e di nuovo il giorno dopo. Sono dodici piccole storie, dodici quadri da immaginare, dodici storie da raccontare tra l’emozione e il rapimento. Mi rimane particolarmente la straordinaria, intensa “Figli Del Vento” che disegna immagini difficili da raccontare. La cavalcata al ritmo della sensualità di “Fino Alla Fine”, che disegna una storia d’amore che ha preso il volo. La storia tenue e delicata di “Da Lontano”.Fino ad arrivare al gradevole pugno nello stomaco di “Macanudo”. Un susseguirsi di emozioni, un rincorrersi di immagini tra l’argentina del sexy tango e una Parigi piovosa ricca di storie umane. Il bandoleòn non annoia mai, anzi stupisce e emoziona dialogando con la batteria, la chitarra, il basso. Ecco la forza di questo disco strumentale. Registrato, prodotto e arrangiato con maestria. Suonato impeccabilmente. Compratelo, ascoltatelo, viaggiate con lui. Attualmente il quartetto e' composto da: Carlo Maver - Flauto traverso / Bandoneon Giancarlo Bianchetti - Chitarre Davide Garattoni - Basso elettrico Roberto Rossi - Batteria/percussioni
Articolo del
13/10/2010 -
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