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I Black Friday possono essere considerati un progetto collaterale, una costola, un semi divertissment, di Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion) affiancato da Luca Sapio alla voce e armonica. Di fatto invece sono una band vera e propria, con una sua identità, da non sottovalutare, mai oscurata dall’imponente ombra dei B.S.B.E. ”Hard Times” è stato registrato in un giorno solo (come si faceva nei bei vecchi tempi ormai andati) di un freddo febbraio del 2010, all’Oddville Studios ed è distribuito da Audioglobe. In copertina, cartonata, “Satana” Adriano suona la slide (in un crocevia immaginiamo) in cerca di anime. Sono uno dei primi a presentarsi, non so cosa venda(no) ma mi lascio convincere velocemente, senza opporre una benché minima resistenza degna di nota. L’opener ”Strange Gal”, su slide guitar che fa molto blues del delta, mette i brividi per la prova vocale di Sapio. Dotato di una timbrica roca e ruvida, che alla perfezione si adatta su questi piccoli gioiellini spartani partoriti dall’(in)sana mente del nostro instancabile Viterbini, Sopia di dimostra un eccellente compagno di viaggio, capace di far vibrare le corde più intime del vostro corpo. Con questi presupposti come si fa a non amarli immediatamente? L’orecchio percepisce la mancanza di una sezione ritmica a sostegno dei brani che comunque funzionano perfettamente in autonomia. Armonica e chitarre/dobro si autoalimentano, il Wurlitzer (”Hard Times Killing Floor”) è l’unica intrusione tollerata da questa two man band. Faranno parlare di sé, in un modo o nell’altro, i Black Friday per il loro incedere maestoso che agisce come una tecnica ipnotica, inchiodandoti letteralmente alla sedia. La versione del classico ”The Dark End Of The Street” vira quasi verso un gospel sacro, lento e meditabondo che lascia il posto alla stupenda ”Trouble Soon Be Over”. La successiva fuoriclasse ”School” tradisce riferimenti a Jimmy Page e i suoi pirotecnici flirt con ”Hats Off To Roy Harper” e in ”My Time Of Dying”. Non mancano altri brani, lividi e usurati come un vecchio giubbotto di pelle che non daresti via neanche sotto tortura, come ”Love In Vain” e ”In The Pines” (Where Did You Sleep Last Night?). Se siete puristi, amanti del vintage, avete un atteggiamento no compromise e vi piace il blues è categorico che dobbiate aprire il vostro portafogli spendendo qualche “lira” per i Black Friday, invece di regalare soldi alle tristi, ma non per questo blues, uscite mosce di Clapton e soci.
Articolo del
18/10/2010 -
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