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Emily Novak
Fiori Di Chiffon
2010
Sunrise/Universal
di
Ivan Nossa
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Il gruppo Emily Novak nasce a Torino nel 2001, inizia con vari live nei locali, prediligendo le cover come spesso avviene oggi anche per esigenze di pubblico, interpretando spesso brani dei Rolling Stones e dei Beatles. Nasce presto l’esigenza di scrivere brani propri ed il gruppo composto da Paolo Fasciano (chitarra e voce), Carlo Fasciano (batteria) e Luigi Vitalbo (chitarra acustica), compone varie canzoni che portano la firma del cantante Paolo. Il fortunato incontro con il produttore Giuliano Boursier al Mei di faenza li porta ad incidere il loro primo album “Fiori di Chiffon” pubblicato su etichetta Sunrise Music Production e distribuito dalla Universal. Da menzionare il fatto che con il brano “Fiori di chiffon” gli Emily Novak hanno partecipato e vinto Sanremo Lab edizione 2008. L’album contiene 12 tracce inedite dallo stile pop inglese anni ‘60. Un sound che ricorda da vicino artisti come James Blunt o James Morrison, o se vogliamo qualche riferimento meno attuale si possono scorgere le armonie di chitarra e la dolcezza d’espressione, con il dovuto rispetto, di James Taylor. Per essere il loro primo disco ufficiale dimostrano già una certa maturità nella scrittura. I testi, sebbene non molto vari, sono ben strutturati e sanno fondere musicalità e poesia. Suonato e registrato ad alti livelli, il disco gode anche di arrangiamenti essenziali che mettono in risalto magistralmente l’immediatezza delle composizioni. Il meglio i tre ragazzi lo danno negli ultimi 3 brani dell’album, con i due singoli dal suono accattivante e moderno che entrano immediatamente in testa, ed in particolare nell’ultimo brano “Hemingway”. Un brano acustico dove si sente il cuore dell’artista e l’ironia del compositore, con un testo che si adatta perfettamente al momento di intimità ricreato dal suono della chitarra acustica. La strada è quella giusta, se lasciano libero sfogo all’introspezione e ad un pizzico di sperimentazione, i ragazzi hanno ottime possibilità di farsi notare ed amare dal pubblico. Il disco non annoia, il che oggi non è poco, cresce e si lascia scoprire ad ogni ascolto nella sua semplicità mai banale, un buon primo lavoro. Sapete cosa vi dico? Vado a riascoltarmelo e credo anche a canticchiarmelo!
Articolo del
20/10/2010 -
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