|
Oramai non è facile trovare cantautori così maturi a soli ventisette anni. Dan Mangan è l'eccezione che conferma la regola, il che è consolante. Canadese, il giovane Dan Mangan debutta nel 2005 con l'album “Postcards & Daydreaming”, cui seguono oltre tre anni di intenso tour. Dopo la pubblicazione del secondo lavoro in Canada, ed il suo conseguente successo (addirittura è giunto primo nella classifica canadese degli album più scaricati su iTunes), eccolo finalmente giungere sul mercato europeo. Intitolato “Nice, Nice, Very Nice”, questa seconda fatica diviene la prova che il ragazzo ha buone qualità da mostrare. Tra sonorità di altri tempi, melodie orecchiabili ed arrangiamenti al passo coi tempi, l'album scorre senza patemi d'animo dall'inizio alla fine, regalando qualche bel momento emozionante, grazie alla voce leggermente ruvida, convinta e convincente del cantautore, contrastante sia con il delicato controcanto femminile presente in alcune tracce, sia con l'accompagnamento chitarristico o fiatistico. Pochi punti a sfavore, giusto qualche brano eccessivamente retrò, non del tutto in linea con il resto dell'album, mentre sono parecchie le tracce da segnalare positivamente. “Road Regrets”, canzone d'apertura, ci fa capire immediatamente il filone su cui si muove il cd, dandoci subito l'impressione di grande concretezza e solidità. Delicatissima e semplice “The Indie Queens Are Waiting”, impreziosita dal bellissimo duetto con la voce femminile, risulta probabilmente il brano meglio riuscito di tutto l'album. Ci si continua a cullare poi con un'altra morbida, ma energica, traccia, ovvero “Fair Verona”, per giungere dopo un po' di tempo ai brani dieci ed undici, “Pine for Cedars” e “Basket”: la prima delle due è un'altra ballata acustica che ci riporta ad atmosfere che si potrebbero credere ormai perdute, e che invece tornano di tanto in tanto ad addolcire le nostre orecchie; la seconda invece è un bel brano in crescendo, moderato all'inizio, quasi infastidito sul finale, tanto per farci godere dell'acidità della voce di Mangan sotto sforzo. Per il resto “Nice, Nice, Very Nice” si completa con canzoni leggermente anonime, seppur sempre orecchiabili. Un album che potrebbe, si spera, essere un buon trampolino di lancio, per un artista indie “fuori dal coro”. Finalmente!
Articolo del
29/10/2010 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|