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ALDO
Kill e Biv
2010
CD autoprodotto
di
Stefano Torrese
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Se la morte di Kurt Cobain è coincisa con il divulgarsi del post-rock la morte di Joe Strummer, nel 2002, è coincisa con un lento ma deciso ritorno verso forme di rock più classiche. Un ritorno al blues, al rock'n'roll dei Led Zeppelin, ai riff veloci e potenti; White Stripes, Jon Spencer, il fenomeno israeliano dei Monotonix ne sono solo alcuni esempi. Anche in Italia gruppi della scena indipendente come i Lombroso o i Bud Spencer Blues Explosion portano avanti la bandiera del rock post anni 2000. Il duo campano degli ALDO si inserisce perfettamente in questo nuovo filone underground aggiungendo pochi, ma efficaci, effetti elettronici e una buona dose di autoironia che rende estremamente digeribile i 21 minuti del disco. ”Kill e Biv” è composto da soli 5 brani più l'aggiunta di tre intermezzi tra il cacofonico e il demenziale. Se si eliminassero le code rumoristiche e l'introduzione di ”Ovulandi” ci si ritroverebbe un album con una matrice essenzialmente punk. Ma se gli ALDO amano travestirsi durante i loro live, amano anche mascherare il loro punk in qualcosa di più complesso ed elaborato. L'album parte con la coinvolgente ed ermetica ”I miei pensieri attraversano i nani”, ”Don Galizia” e ”Ovulandi” richiamano il garage rock più grezzo dei Mudhoney, ”Merylin Monroi” sembra uscita dal ”Bosnai Superstar” dei Brainiac mentre ”Cucinando” è la risposta punk di ”Dio Mio No” di Lucio Battisti. Gli ALDO hanno il merito di sdrammatizzare, senza scadere nel patetico, un genere dalle forti tinte apocalittiche utilizzando un forte impatto sonoro e distorsioni al limite e creano, così, la giusta atmosfera danzereccia all'album.
Articolo del
30/10/2010 -
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