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Non esce fuori da questo schema un gruppo come i Frontier(s), composto da Chris Higdon, noto per il suo passato con gli Elliott, Matt Wieder, Bryan Todd e Eagle Barber. ”There Will Be No Miracles Here” sembrerebbe un album impostato sulla perdita delle sicurezze nella nostra società contemporanea, i riferimenti sono chiari dalla recessione economica alle guerre e tutte quelle informazioni, a volte al limite dell'assurdo, che continuamente vediamo tutti i giorni nelle nostre scatole vuote televisive. Anche se i Frontier(s) non vogliono essere rinchiusi in un genere specifico, è chiaro che il loro sound è quello del rock americano. Non si riescono a trovare elementi particolarmente originali in questo lavoro, “There Will Be No Miracles Here” potrebbe essere ascoltato da un sedicenne in crisi adolescenziale, quanto da un ventiseienne scontento della sua situazione di vita. Le chitarre si adagiano su riff rinomati e risaputi in tanto ambito rock, dalla west alla est coast, il basso e la batteria si limitano a linee di accompagnamento senza uscire mai troppo fuori dal seminato melodico che i Frontier(s) si sono imposti. Nel tema dell'originalità insomma questo album di certo non apporta nulla di nuovo al nostro panorama musicale, ma di certo è un altra ottima produzione firmata Artic Rodeo che, al di là del catalogo più di gusto, porta al pubblico anche gruppi come questo che si vanno sicuramente a piazzare nell'ambito dei più ascoltati e radiofonici rispetto a quelli più sperimentali. Comprendiamo pienamente la scelta dell'etichetta e, in fondo, anche quella dei Frontier(s); in fondo l'inizio non è male, si può sempre sperare che nel loro futuro ci propongano qualcosa di nuovo, visto che qua e là nei brani ci sono degli hook che potrebbero suggerire uno sviluppo interessante di questa band. Molto importante per loro sarà lasciarsi alle spalle il passato e non legarsi troppo al nome che si sono scelti. Frontier(s) infatti è un film del 2007 diretto da Xavier Gens, che parla di una gang di ragazzi che, mentre un candidato di estrema destra sta per vincere le elezioni nel loro paese e scoppiano delle rivolte di protesta a questa vincita, decide di approfittare della confusione per fare una rapina. La trama tipicamente alla Trainspotting, giovani disperati allo sbaraglio che cercano di trovare, con metodi poco legali, la via per una libertà che non gli è concessa in un mondo che non li accetta e che li ha rilegati in un angolo, distruggendo qualsiasi speranza di un'esistenza felice; ci sembra appunto che tutto questo potrebbe portarli piuttosto a riflessioni musicali molto più profonde di quelle che sentiamo in “There Will Be No Miracles Here”. Forse i Frontier(s) dovrebbero smettere di mirare al one shot sul mercato, tipico dei musicisti già famosi che sanno come piace un prodotto, e trovare una propria via espressiva che, da adulti, potrebbe portarli ad avere, forse, un successo diverso.
Articolo del
08/11/2010 -
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