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Filippo Andreani
La Storia Sbagliata
2010
Nodo Libri/Suoni
di
Stefano Torrese
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Essere cantautori in Italia è estremamente difficile. Sopratutto quando i rifermenti e le influenze sono importanti. Filippo Andreani è un 33enne di Como alla sua prima opera. "La Storia Sbagliata" è un concept album che narra la storia del Capitano Neri e di Gianna, due partigiani uccisi dagli stessi compagni con cui avevano condiviso la lotta di liberazione dal nazifascismo. L'idea è molto coraggiosa ma decisamente impegnativa; la storia narrata è ricca di sfumature difficili da descrivere in versi e spesso si perde il filo del racconto. 13 brani in 51 minuti sono tanti per un disco d'esordio che ancora manca della maturità e dell'astuzia giusta per affrontare un concept album così complesso. Lo spettro di De Andrè è onnipresente nel disco e questo di certo non aiuta il giovane cantautore. "Per Un Sogno D'Amore" e "L'Annuncio" risentono troppo dell'influenza della "Buona Novella" del grande cantautore genovese mentre "La Sentenza" è una sorta di copiatura di un qualche pezzo di "Non Al Denaro, Non All'Amore Né Al Cielo". I pezzi più ritmati sembrano voler essere ballate alla The Gang ma finiscono più per sembrare ritornelli folkeggianti alla Bandabardò. Le ballate "A Te Che Dormi" e "In Fiero Tacere" sono interessanti ma si sentono melodie che hanno il sapore del già sentito. "La Storia Sbagliata" potrebbe essere considerato un album che viaggia sulla scia del filone dei cantautori genovesi ma mette da parte buona parte della storia musicale italiana. I cantautori di 'seconda generazione' come Samuele Bersani o Luca Carboni sono stati troppo spesso sottovalutati dalla critica e, forse, Filippo Andreani avrebbe ancora molto da imparare da loro. Molto bella la parte finale dell'album quando il cantautore comasco descrive gli ultimi attimi della vita dei protagonisti. "Sulle Labbra" è una splendida ballata country, commoventi la lenta "Il Testamento di Neri" e la recitata "Commiato, o Arrivederci" mentre le voci che si incastrano in "L'Ultimo Minuto Di Gianna" creano una splendida atmosfera alla CSI. Filippo Andreani riesce a dipingere le emozioni e i pensieri dei protagonisti partigiani ma costruisce un album troppo omogeneo e monolitico. Dopo poco, infatti, si ha la sensazione che i pezzi si assomigliano un po' tutti e viaggiano senza troppe sorprese. Il talento c'è e si sente; bisognerebbe, forse, limare alcune espressioni inutili, eliminare alcuni pezzi che risultano troppo riempitivi e arricchire l'album di altre e nuove sfumature musicali.
Articolo del
10/11/2010 -
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