|
Sta sempre più diffondendosi la musica libera ed autoprodotta. Sarà per gli elevati costi di registrazione che le case chiedono, sarà perchè raggiungere un sogno homemade è molto più soddisfacente che realizzarlo con l’“intermediazione” di qualcuno. “Folk You” è la commistione perfetta dell’electro, del rap con le sonorità sarde, arabe e orientali. Bentesoi - la cantante Claudia Aru Carreras e il produttore electro-dub Arrogalla, - è il duo che ha scelto una produzione lo-fi e la loro intuizione è stata davvero intrigante, visto che il suono prodotto dalle tracce dell’album “Folk you” è ogni volta una scoperta sperimentale, uno stridulo piacevole di suoni che ti porta ad alzare il volume delle casse. I testi di questo lavoro sono scritti per la maggior parte in inglese e sardo a dimostrazione, come i Bentesoi raccontano nella traccia d’apertura “Folk You”, che son fieri di essere sardi e non temono di dirlo a tutto il mondo. “Folk You” è “un nuovo stile, una nuova direzione” quella che i Bentesoi, realtà elettronica molto attiva in Sardegna, stanno diffondendo dopo la pubblicazione del primo album, “Tripland” che ha dato loro la possibilità di farsi conoscere sia a livello locale che europeo. Il cuore del loro ultimo lavoro è l’underground dell’electro clash, quell’anima musicale che si espande, inonda e, allo stesso tempo, si commistiona a sonorità accattivanti e miste di altre tradizioni musicali. A dimostrazione di ciò cade a pennello la traccia “I Don’t Like You” che riprende timidamente le sonorità oscure ed underground americane. Un’elevata interpretazione rappeggiante quasi nera, che offre quel quid di misterioso al disco. I Bentesoi sono “patriottici” e allo stesso tempo ribelli, o se vogliamo, rivoluzionari: hanno la capacità di restare attuali, di proiettarsi nel futuro mondo delle ancora inesplorate sonorità, ma di essere anche originalmente “ripetitivi”, soprattutto con certi testi, come quello di “Fuck Cement”, in cui inveiscono contro i politici “who - just to get more votes - are giving away our land to unscrupulous builders who simply for money are erasing our past”. Di sicuro non scordano le loro origini ed a “colpi” di Eja, con grande fierezza, mischiano le loro radici con le più recenti tonalità elettroniche. Effige di questo matrimonio di musica e parole è “Pum Pam Poo”. Inventano nuove sperimentazioni tonali e diffondono un linguaggio nuovo agli orecchi degli ascoltatori del genere fatto di una mescolanza di suoni studiata ad arte. Anche le sonorità orientali ricordate vagamente dalla canzone “Oi Mi Scidu Chitzi” e quelle timidamente africane di “Lol-Love” non sono assolutamente da sottovalutare. Il tocco aulico non poteva mancare in codesto eclettico lavoro musicale. Stiamo parlando dell’eleganza testuale e armonica che appartiene a “Matrona Luna”, in cui Claudia Aru Carreras si abbandona quasi ad una nenia vocale, d’accompagnamento ai versi di Benito Urgu. Se volevate un lavoro originale, piacevole da ascoltare, da regalare e da lodare. “Folk You” dei Bentesoi possiede tutti i requisiti per esserlo.
Articolo del
12/11/2010 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|