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Eva’s Milk
Zorn
2010
Fuego
di
Daniele Bagnol
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“Zorn” è frustrazione. Zorn è rabbia. Zorn è insurrezione. Certe volte ti svegli la mattina con la luna storta, ti affacci da quel buco di finestra sottile come foglio di carta che ti ritrovi nella stanza in subaffitto in condivisione con altri due ragazzi che avrai visto massimo un paio di volte in un paio di mesi e scruti ogni angolo di strada che riesci a distinguere da lassù; tutte quelle persone che si spostano come formiche, che seguono la corrente, abiti firmati e capelli ingelatinati alla perfezione, automi alla ricerca dei famosi quindici minuti di celebrità. Gli Eva’s Milk vanno nella direzione opposta e con questo disco si fanno condottieri di un messaggio forte, una pietra scagliata nello stagno piatto che crea cerchi sempre più estesi. Dove la quiete viene squarciata da parole selvagge. Zorn è residui di litantrace inspirati a pieni polmoni. Zorn è l’ ultimo ricordo prima di annegare. Zorn è una chitarra fatta coi cavi elettrici. In perfetto stile grunge anni Novanta, i tre novaresi suonano una sveglia rumorosa e sporca, con chitarre distorte, brani tenebrosi con ritornelli sgolati e momenti di pace apparente (la ballata “94 Buchi Neri”). I testi sono affilati come lame che ancora grondano sangue caldo. Un viaggio dantesco in cui si è traghettati da Caronte in un Eden in cui, come affermano gli Eva’s Milk, le mele marce siamo noi. - Non siamo più uomini, ma parassiti in metropoli - si dice in “Turpetine”, - il mondo è nei tuoi occhi ma non l’ hai vissuto mai e distruggi la TV - invece ammoniscono nella eversiva e degna di nota “Soldati dell’ Aura Gioventù”. Zorn è autodecomposizione. Zorn è bellezza deforme. Zorn è il suicidio di Foster Wallace. Ne va sottolineata l’ accuratezza dei testi, quasi baudelairiani che produce un imponente effetto farfalla tramite il tappeto di chitarre; ad ogni ascolto ci si ritroverà in almeno uno dei brani. Non è un disco per tutti, non è un disco di tutti; bisogna immergersi, spellarlo in ogni minimo dettaglio musicale e vocale, assorbirlo con torpore per comprenderne la mole. Zorn è alcool sulla ferita aperta. Zorn è un bombardiere con le ali di farfalla. Zorn è il rigurgito ultimo di Kurt.
Articolo del
07/12/2010 -
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