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Never Dream
Said
2010
Twilight Zone Records
di
Flavia Ciamarone
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Elio e Le Storie Tese dicono: “non siamo mica in Africa/ porti i capelli lunghi/ ma devi fare pratica/ sei sempre fuori tempo/ così mi uccidi l’Africa/ che avrà pure tanti problemi/ ma di sicuro non quello del ritmo”. Questa citazione mi è venuta in mente perché ha qualcosa in comune col disco che vado a presentare. Parliamo dei Never Dream e del loro lavoro ”Said”, un concept album sull’Africa, uscito recentemente per la Twilight Zone Records. Sette tracce che cercano di penetrare il tema della schiavitù e della lotta per la salvezza in un paese colonizzato e ridotto in catene. Un obiettivo complesso sviluppato attraverso un metal – prog da un sound molto moderno che trova i suoi riferimenti, a mio avviso, in gruppi come Dream Theatre, nei Metallica e cose del genere. Preparatevi quindi a riff di chitarra pieni di virtuosismi e distorsioni composte, che tendono ad esprimere enfasi più che sporcizia; a suoni di pianoforte e tastiera malinconici e avvolgenti; a rullate di batteria maestose e potenti e a linee vocali che suonano imponenti, a tratti strazianti, e che non detestano lasciarsi andare a qualche falsetto. Il tutto condito da synth elettronici che creano atmosfere soffuse e preludi esoterici ai diversi brani che compongono l’album. “Said” è un album ben fatto, ricercato e curato nei minimi dettagli, del resto per concepire un concept album sull’Africa un po’ maniacali si deve essere! Tuttavia trovo che la cosa che manchi sia proprio l’elemento centrale dell’album, l’Africa, che a parte in pochi momenti non risulta troppo evidente nella composizione delle diverse tracce. Intendiamo dire che tutti i bellissimi elementi sonori di questo lavoro sono i crismi necessari a comporre un album che suona un progressive variegato da molte contaminazioni sonore che oscillano tra il metal, il jazz e l’elettro, ma ci saremmo aspettati che gli elementi afro non fossero solo relegati alle appendici delle tracce, ma divenissero parte attiva dei pezzi stessi. Ciò non toglie nulla alla qualità del lavoro che, tra incastri ritmici complicati e suggestioni sonore, riesce senza dubbio a conquistare le orecchie degli affezionati del genere e a suscitare emozioni. Ascoltate e saprete.
Articolo del
09/12/2010 -
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