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Non lasciatevi ingannare dal curioso 'monicker' suggeritogli da un anonimo 'writer' genovese: gli astigiani Maxpicchiatoda3 sono in realtà una vecchia conoscenza. Si tratta degli ex Polish Child, attivi dal 1996 e autori di alcune uscite discografiche degne di nota, come ”Miracolizer” del 2007. La nuova identità di Andrea Virga, Andrea Poggio e Christian Borgogno - qui affiancati da Francesca Goria alle tastiere e Veronica Stangoni seconda voce – ci consegna una band più consapevole di se stessa e della propria identità, come è giusto che sia vista l’esperienza accumulata. In questo primo 'full-length' omonimo, che riprende anche alcuni brani firmati ancora come Polish Child, assistiamo al definitivo taglio del cordone ombelicale che ancora li teneva legati agli anni ’90 (avevano esordito come cover band di Nirvana e Sonic Youth) e li vediamo prendere la propria strada con un orientamento piuttosto definito: bando alle nostalgie 'nineties', questa è una band del terzo millennio in tutto e per tutto, e ne rispecchia le inquietudini e l’assoluta mobilità con una formula sonora energica e accattivante al punto giusto. Le melodie liquide e cangianti di cui sono intrisi i loro brani sono senz’altro una carta su cui puntare molto, possono piacere a un pubblico eterogeneo; ma a un esame più attento emerge la loro vera caratteristica saliente, ovvero i testi pungenti e decisamente stralunati. Le felici combinazioni delle parole si imprimono facilmente nella memoria, perché sembrano delineare con precisione sensazioni universali e al tempo stesso personalissime, come il dubbio, l’amore e l’attesa; ma di lì a qualche ora ci si ritrova a rimuginarci su chiedendosi: “Ma che diavolo avranno voluto dire?”. L’apertura è affidata a ”Sean Lightholder”, scelta in verità discutibile, dato che il suo 'beat' acido e distorto, a metà tra 'funky' e rock, è sicuramente poco rappresentativo del 'sound' della band. Molto meglio ”Passando Da Dove Non Si Vuole Più”, dove si comincia a intravvedere la vera anima visionaria (un po’ alla Verdena, in alcuni passaggi) del gruppo. Amabili ritmi pop danzerecci, molto 'swinging London', per ”Verso Il Tuo”. Adorabile ”In Punta Di Piedi”, dove emerge la dolcezza della voce di Veronica. Chi cerca un più inquieto e moderno 'alternative rock' lo può trovare in ”Contando I Lividi”, in ”Tunnel” (sui ruoli che recitiamo nella vita quotidiana) e ”Oh, Sheila!”. Riguardo a ”Gin+Roipnol”, bene come sempre i testi, un oscuro quadretto sulle incertezze e le incomprensioni causate da “scritte nei cessi e cose non dette, meglio allora il buio di notte”; un po’ meno l’arrangiamento che risente delle eccessive dosi di sintetizzatore, che spersonalizzano il tutto. I Maxpicchiatoda3 ricadono nella stessa trappola anche in ”Hiding Your Army”. Peccato perché, quando utilizzano l’ausilio elettronico con moderazione e sapienza, azzeccano dei 'refrain' irresistibili, tanto più se combinati ad arrangiamenti rock come in ”Scuse Inutili” e ”Yuppismo”, o a ritmi ipnotici un po’ zen come in ”Poveri Diavoli”. Prova tutto sommato convincente, ma ai Maxpicchiatoda3 – ex Polish Child vogliamo suggerire di non avere timore nel tirare fuori la propria personalità, musicale e non, perché quando lo fanno guadagnano migliaia di punti.
Articolo del
22/12/2010 -
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