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Quattro ragazzi della provincia di Varese, dal viso furbetto ed agguerrito, appaiono sulla foto di una copertina dai sapori londinesi. Questo è il loro primo album, dopo tante esperienze live, tanto studio e l’incontro fortunato con un produttore che ha creduto in loro. Sono Alex (voce/chitarra/tastiere e piano), Luciano (basso), Alessio (chitarre elettriche) e Fiamma (batteria). Il nome del gruppo è preso dal frontman Alex e dal suo pseudonimo col quale firmava i pezzi. Questo disco ha già regalato loro delle soddisfazioni, passaggi in radio, video sui principali canali televisivi e un’apparizione a MTV on the road. Il video del primo singolo “Venere di Cenere” girato a Londra merita di essere visto, si vede la band girare per la città inseguita dalla polizia locale. Il disco si ascolta tutto d’un fiato. Un British pop/rock, moderno, frizzante. Il gruppo suona bene e si sente, la voce è vibrante, Alex non solo canta ma soprattutto interpreta, caratteristica rara tra le nuove generazioni. Batteria e basso sanno creare un perfetto tappeto ritmico che ti colpisce dall’inizio. La produzione di alto livello da uniformità alle composizioni e porta l’album tra il miglior pop rock italiano della scena attuale. L’impressione è quella di essersi imbattuti in una grande band racchiusa in un bel cd, ma non grande abbastanza. Certo un bel primo lavoro. Non c’è un brano che annoia. Il gruppo è da seguire e da consigliare. Rimane alla fine l’idea di un gruppo che sta crescendo, grintoso, che cerca il passo giusto per esplodere, come un bruco insofferente in attesa di trasformarsi in farfalla. E gli Xela sicuramente avranno tutti i colori delle farfalle più belle. Ho avuto anche la fortuna di ascoltarli dal vivo con una versione davvero emozionante di ”Creep” dei Radiohead, la curiosità mi ha spinto a conoscerli meglio con questa breve intervista ad Alex Come è stato lavorare al vostro primo disco ufficiale?
Abbiamo avuto la fortuna di trovare una casa discografica, la Sunrise Group, che ha deciso di puntare su una band emergente, cosa oggi molto rara. Ci piace molto lavorare in studio, cercare i suoni giusti, sperimentare, anche se la nostra dimensione naturale è il live.
So che sei polistrumentista ed autore, come nascono le tue canzoni?
Il fatto di suonare vari strumenti mi permette di poter avere spunti diversi sulla composizione. Una canzone può nascere da un’esperienza personale, da uno stato d’animo, ma anche da un suono… certe canzoni nate da un riff di chitarra non sarebbero mai nate al pianoforte e viceversa. Gli strumenti sono il mezzo per poter esprimere me stesso attraverso la musica. Nel secondo disco ora in pre-produzione abbiamo deciso di collaborare tutti e 4 nella scrittura ottenendo un risultato che in questo momento rappresenta meglio il nostro mondo.
Come vanno i rapporti all’interno del gruppo, è difficile arrivare a delle decisioni condivise?
I rapporti sono ottimi, abbiamo trovato il giusto equilibrio, grazie a un incredibile feeling musicale ed umano. Sul palco ci basta uno sguardo per capirci al volo e, fortunatamente, sulle decisioni importanti siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Le scelte non sono mai prese dal singolo ma dal gruppo; ognuno di noi ha lo stesso peso decisionale. E poi lasciamelo dire: Fiamma, Luciano ed Alessio sono tre persone splendide!
Corre voce che avete già un progetto legato ad un film, raccontaci qualcosa in più…
Le cose più belle nasce tutto dal caso. La Lys Produzione, una casa cinematografica indipendente, ci ha “scoperti” e ha deciso di sincronizzare, nel loro lungometraggio “Gran Finale”, che uscirà a primavera 2011, due brani del nostro album. Anche con loro siamo entrati in sintonia e ci hanno proposto di partecipare alle riprese del film. Io interpreterò Alex Anthony Presley… non posso svelare altro… sarà una sorpresa!
Ultima domanda, credi ci sia spazio in Italia per musicisti emergenti? Si può vivere di musica?
Purtroppo in Italia lo spazio per gli artisti emergenti è davvero poco. In radio, in televisione, si sentono sempre le solite voci, i soliti pezzi… L’unica strada percorribile è quella che porta ai concerti live, ma anche questo settore sta subendo la crisi generale. Si fa fatica a vivere di sola musica, più che altro si “cerca di sopravvivere”.
Articolo del
30/12/2010 -
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