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Ka Mate Ka Ora
Entertainment In Slow Motion
2010
Deambula records
di
Martina Consoli
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Parlare attraverso le note che diventano lettere di un alfabeto parallelo a quello del mondo reale, ciò che reprimiamo dentro di noi e non riusciamo ad esternare a voce possiamo esprimerlo semplicemente in musica. Questa è la via intrapresa dalla band pistoiese Ka Mate Ka Ora che pubblica il secondo album di studio intitolato “Entertainment In Slow Motion” avvalendosi della collaborazione di alcuni artisti tra i più attivi della scena indie nostrana come Marco Campitelli, Elettra Capecchi, Samuel Katarro (co-produzione). Il titolo del disco dà la chiave di lettura per comprendere l’atmosfera creata dalla band che inizia e prosegue dalla prima all’ultima traccia: riecheggia in ogni nota un’estrema lentezza, quasi come se ne si voglia fare un elogio o addirittura costituirne un vero e proprio culto basato esclusivamente sulle melodie del suono. Le canzoni si legano l’una con l’altra a costituire un’unica opera caratterizzata da ritmi cadenzati ed esitanti che rimandano ad atmosfere oniriche, assassinii notturni, incubi dai quali sembra impossibile svegliarsi. L’accorta rielaborazione del suono degli strumenti, soprattutto chitarre, e dei sintetizzatori conferisce una più che discreta perfezione ritmica. “Vincent”, la traccia di apertura dell’album (dura ben 5 minuti) induce ad un''intensa riflessione su se stessi, si esplorano mondi sconosciuti ed inesplorati in “Pig’n Sheep In A Toothless Dream” per passare ad una musica persecutrice di chi ha commesso qualche delitto inconfessabile (“Back Home”). Melodie delicate accompagnano invece “The Lowering Sun Reddens The Body Of A Hanged Man” ricreate dal pianoforte di Elettra Capecchi (sembra di ascoltare qualche “Notturno” di Chopin), che si potrebbe accompagnare perfettamente alla contemplazione di un tramonto su una baia. Non mancano suoni leggermente più azzardati come in “My Psychedelic Teacher” ma mai si spingono oltre il limite “slow” imposto dalla band. A chiudere l’album è la traccia apocalittica “As A Night Without Moon” che dà il senso di un’opera finalmente compiuta: la rilevazione del mondo onirico è stata finalmente raggiunta. Celebrare la “lentezza” in un mondo in cui tutti corrono sembra un’utopia, quantomeno la musica ha il potere di farci sognare.
Articolo del
04/01/2011 -
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