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”Rock Doesn’t Rust” è, fin dal titolo è una sfacciata dichiarazione d’amore per la madre di tutte le musiche, quella che, più di tutte, ha cambiato vite, stravolto destini e conquistato il mondo. Di tutte le rivoluzioni della storia dell’umanità, probabilmente il rock’n’roll è quella che ha avuto più successo. E quando ci si imbatte in un album come questo, che il rock lo celebra senza falsi pudori e nostalgie collose, quasi non si può evitare di commuoversi. Gli emiliani Rather Unwise vengono dalla gavetta fatta di lacrime, sangue e sudore, musicalmente parlando: e si sente, perché suonano mettendoci quel cuore che non sentirete mai pulsare in una delle innumerevoli band costruite a tavolino di cui è pieno l’etere d’oggigiorno. Gilbe, Mick, Noiz, Roger e Scooter non si sono mai arresi, sino ad arrivare a questo debutto discografico. AC/DC, ZZ Top e il loro rock solare e spensierato fanno una comparsata qua e là (”On Rock”, “Move It”); ma per l’impianto ritmico e la velocità usata come arma contundente in pezzi come ”Shake Before Using”, ”On The Road” e ”In Vino Veritas”, è chiaro che il vero nume tutelare che sta dietro a questo album è il signor Kilmister con i suoi Motorhead. Echi di punk di marca Bad Religion nella parte centrale della tracklist, ma si tratta di un’influenza marginale in un disco che suona rock al 100%. Spiccano la sorniona ”Moonray” e la ballad ”Welcome Into My Sun”, nella quale il vocalist Gilbe dà prova di grande versatilità e senso della melodia, pur senza tradire la sua anima rock. Un disco bello e carico, sincero e senza arzigogoli. E’ proprio vero che il rock non arrugginisce mai, anzi: a giudicare da album come questo, è più vivo e attuale che mai. Viva il rock, sempre!Un disco bello e carico, sincero e senza arzigogoli. E’ proprio vero che il rock non arrugginisce mai, anzi: a giudicare da album come questo, è più vivo e attuale che mai. Viva il rock, sempre!
Articolo del
15/01/2011 -
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