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Secondo album per i Saint Lips, una rock band romana attiva dal 2006 e che ha esordito con Like Petals, un album che ha ricevuto approvazione critica e molti consensi. La line up del gruppo è composta da Valentina Barletta, alla voce, da Marco Simoncelli e da Antonio Di Girolamo, alle chitarre elettriche, da Matteo Cenciarelli, al basso e da Valerio Galassi, alla batteria. Il gruppo ci propone un classic rock di ottima fattura e questa volta si avvale di un respiro internazionale che fa sperare bene per il futuro. La produzione di Charm è stata affidata infatti a Bobby MacIntyre, batterista e produttore dei Twilight Singers di Mark Lanegan e Greg Dulli, e il disco si avvale di special guest davvero importanti come Whitey Kirst, ex chitarrista di Iggy Pop, come Mike Garson, tastierista di David Bowie, come Scott Bennett, già con Brian Wilson su Smile, come Lorenzo Corti, chitarrista di Cristina Donà, e come gli Afterhours. L’album è stato registrato presso le Officine Meccaniche di Mauro Pagani a Milano, missato allo Studio71 di Miami e infine masterizzato ai Capitol Studios in California.
Il disco si apre con Saviour una rock ballad potente ed energica, vitalizzata dalla splendida voce di Valentina Barletta, e prosegue con Summer Rain, uno sguardo all’indietro, ai primi anni Settanta, con echi tipicamente Stones e con l’intervento degli Afterhours ai cori. Little Sister e Wake Up sono delle ballate molto godibili che hanno un piacevole sapore pop, su un livello più alto però ci appare 39 Stars, una delicata rock ballad che sembra di natura onirica e che ci presenta uno straordinario crescendo all’interno del quale risalta l’assolo della chitarra di Marco Simoncelli, uno dei principali compositori dei brani della band. Mentre proseguiamo nell’ascolto l’album sterza verso un rock decisamente più acido e molto più sostenuto, grazie a brani come A Hope, Fertile, Losing Control e Angel, quest’ultima molto vicina a vecchie cose degli Smashing Pumpkins. Molto interessante anche l’introduzione decisamente punk di White Fly, mentre risulta inquieta e musicalmente “cattiva” una composizione come Land, impreziosita dall’intervento della chitarra di Whitey Kirst, ex chitarrista di Iggy Pop ai tempi di Beat’em Up. Il disco si chiude alla grande con Yourself un brano straordinario e davvero avvincente che ci riporta indietro nel tempo, all’Hard Rock acido e alla ritmica serrate dei primi Stooges, band seminale originaria di Detroit.
Questo Charm rivela diverse anime musicali, dodici canzoni che vanno dal pop rock melodico alla psichedelia, che passano da influenze blues a citazioni hard rock, ma che mantengono però sempre una buona originalità in fase compositiva. Album davvero ben fatto, gruppo da seguire con attenzione e disco da ascoltare con cura.
Articolo del
24/02/2011 -
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