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Santo Barbaro è il progetto musicale di Pieralberto Valli, Franco Naddei e Diego Sapignoli, un trio indie che ha realizzato il suo secondo lavoro dal titolo “Lorna”. Dopo “Mare Morto” del 2008, la poesia di Pieralberto Valli, ci conduce su nuove sonorità dai sapori elettronici, sperimentali e talvolta sorprendenti. È la commistione tra testi, voce e suoni, a tratti elettrici e graffianti e a volte armoniosi, che designano l’anima di “Lorna”, un disco sperimentale in cui si riconosce lo zelo con cui la formazione ha lavorato. L’intro è affidato all’acustica dolce di “Non Balla Nessuno” che si completa con una chitarra elettrica finale quasi a identificare l’urlo liberatorio di un’anima ribelle. Soprattutto in questa traccia, le reminiscenze musicali lasciano pensare ai Marlene Kunz, almeno nei suoni addolciti. In seconda battuta, ci si approccia al disco con “Il Vuoto” che possiede un’introduzione sperimentale e davvero coinvolgente, nei suoni, nei ritmi, sonorità psichedeliche elettro edulcorate da un quasi impercettibile vibrafono – il tocco delicato di Diego Sapignoli - e dalla chitarra di Valli. “Lorna” è un disco che sorprende. Quando il tono sembra essersi equilibrato e quando il genere pare essersi definito, arriva in sordina un cambiamento di linea che si lascia apprezzare come prerogativa di versatilità dei Santo Barbaro. Ecco che a dimostrazione pratica dell’accezione, giunge perfettamente la terza track, “Naufragio” che con le sue armonie quasi mediterranee, designate da tamburelli, percussioni profonde e un’armonica chitarra, si rivela un brano solare e ammaliante. A metà traccia però, il trasformismo musicale su accennato fa capolino, tanto che “Naufragio” sprigiona la sua seconda anima, quella più aggressiva e decisa del rock. “Scia Di Polvere” e “Canto Dei Fondali”, nello stile, nei testi, nelle vocalità ci donano il retrogusto di un lento Lucio Battisti, della sua poesia musicale. La poesia, in effetti, è il fulcro di “Lorna”, quella poesia che si prospetta come “sovversione possibile e non sospetta, come arma di sollevazione di massa”, come la definiscono i Santo Barbaro con l’accezione introduttiva del disco. La psichedelica musicale torna a saltellare in “L’Uomo Del Sogno” dove sono il synth e il trattamento di suoni, i protagonisti. Il rock non rappresenta sicuramente la base di questo lavoro musicale, ma le origini son quelle e i Santo Barbaro le rendono delicatamente visibili in “Nudi Dorsi” e pienamente apprezzabili in “Lorna” - omonima traccia del disco - per poi lasciare spazio ad una sorta di techno che introduce l’ottava track, “Carosello I”. In questo lavoro non manca sicuramente la versatilità, l’ecletticità e la padronanza di suoni, strumenti e linguaggio comunicativo. I Santo barbaro hanno dimostrato la capacità di saltare, senza apparenti stacchi netti, da un genere musicale ad un altro, mantenendo sempre viva la base musicale di “Lorna”, l’elettro.
Articolo del
23/02/2011 -
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