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Federica Baioni 4tet
La Vetrina Delle Vanità
2011
103 Edizioni Musicali\Edel
di
Arianna Acciarino
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E' stato presentato sabato scorso alla Fnac di Roma il primo disco di Federica Baioni “La Vetrina Delle Vanità”, frutto del lungo percorso artistico della cantante ed autrice, veterana di live nei locali e nei festival di jazz, con alle spalle anche esperienze di musical, teatro e televisione. Il breve live di presentazione è stato il perfetto biglietto da visita di un quartetto di ottimi musicisti molto affiatati. Ad accompagnare la Baioni ci sono infatti Giuliano Valori al pianoforte, Dario Esposito alla batteria e Maurizio Perrone al contrabbasso. Il live ha proposto quasi tutti i brani del cd che conta dieci tracce che sanno essere frizzanti e malinconiche, attuali e sognanti, scanzonate e pensose allo stesso tempo. E' proprio la title track ad aprire l'album, e la vetrina in questione è quella dei social network, dai quali sembra che ormai nessuno possa sfuggire. Un pezzo “zumpapà” (così lo ha ironicamente definito la violinista ospite nel brano, Vanessa Cremaschi) che invita a danzare nel vortice colorato ed insensato di foto, tag e status di “gente intenta a...raccontare vanità”. Ad accompagnare “Sola”, “Notte” e “Tremula Nenia” la tromba di Antonello Sorrentino, mentre a firmare la linea di sax nel brano “Le Stelle Cadenti Solo Per Me” è Danilele Scannapieco, musicista affermato già con Mario Biondi e High FiveQuintet. L'album esplora diversi generi, dal jazz, alle ritmiche popolari, con lo sguardo rivolto ad est. “Grido Di Pace” Con la presenza di Bob Salmieri) è stata infatti scritta nella metro di Istanbul e canta di “popoli in terre di confine, legati ad una fune dal mondo occidental”, che in questo preciso momento storico sembra cadere decisamente a pennello, come ha riconosciuto lo stesso Sandro Petrone (Tg2), moderatore dell'evento. La qualità dell'album non fa minimamente immaginare che si tratti di un primo lavoro e l'ottima padronanza che Federica Baioni ha della sua voce è confortante in un momento in cui sembra che lo studio della musica e la preparazione tecnica siano diventate qualcosa di polveroso ed inautentico. Consigliato: assolutamente a tutti.
Articolo del
24/02/2011 -
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