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Gli Apocalife sono una band interessante, che affonda le sue radici nel rock anni '90, con una marcata influenza di gruppi tendenti al grunge: uno su tutti, i Pearl Jam. “Peacock Alley” è un EP ben strutturato, formato da quattro brani, scanditi da assolo in stile metal, ma comunque apprezzabili anche da chi predilige un tipo di rock più leggero. Il gruppo, composto da quattro ragazzi marchigiani si forma nel 2006 come cover band, sotto il nome di Antarctic Hell con Diego Rubiconti (voce), Giulio Romano Malaisi (chitarra), Marco Cantelli (batteria) e Andrea Balboni (basso) e in seguito, diventa Tribute Band dei Metallica. L'influenza del gruppo si sente, senza però pregiudicare la loro originalità, così gli Apocalife decidono di farsi strada con la propria musica, riuscendo a formare qualcosa di eterogeneo e interessante. “Ballad?” e “Enemies”, i primi due brani dell'EP, ricordano prepotentemente lo stile dei Pearl Jam e dei Nirvana, tuttavia hanno qualcosa di particolare, che non li rende del tutto prevedibili e banali, si potrebbero etichettare come “indie rock”, ma preferisco non limitare il senso di un gruppo ad una definizione spesso priva di senso. La band ha delle influenze evidenti (ma chi non ne ha?) eppure possiede un tratto personale, non sempre è semplice arrivare ad una vasta gamma di ascoltatori, e penso sia il caso degli Apocalife. Nela seconda metà dell'EP troviamo “White and Orange”, con un ritornello che rimane abbastanza in testa e un ritmo costruito con cognizione di causa, dove la voce del cantante, oltre ad essere piacevole, è ben modulata e molto in linea con la sezione melodica. Infine “Someone Else”, il brano di chiusura, è più malinconico rispetto agli altri e sembra perfetto per chiudere il cerchio, che si è aperto con l'agressiva “Enemies”. E' un pezzo che vedrei bene nella colonna sonora di un film. “Peacock Alley” nell'insieme è un lavoro dal livello tecnico e artistico abbastanza alto, i componenti del gruppo hanno evidentemente dei gusti musicali eclettici, che li portano a spaziare dall'alternative rock al funky, dal metal al post grunge, senza però risultare noiosi o monotoni. Sono convinta che possano dare molte soddisfazioni anche in un lavoro più elaborato. Sicuramente una band da tenere d'occhio e da seguire nel suo percorso.
Tracklist:
Ballad? Enemies White and Orange Someone Else
Articolo del
28/02/2011 -
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