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A distanza di sei anni dal loro ultimo lavoro, il 2 febbraio è uscito ”Atlante”, il sesto disco dei Lemeleagre che, se da un lato, ne conferma lo stile hard rock in linea di continuità con gli album precedenti, dall’altro ne segna il traguardo di un’avvenuta maturità artistica oltre che cronologica. Di strada ne hanno fatta dall’uscita del loro primo cd promo ”In un Soffio”, che risale al novembre 1999 e, grazie al quale sono riusciti negli anni ad imporsi nel panorama musicale nazionale vincendo svariati premi e festival. La formazione, quanto a componenti e ruoli, è sempre la stessa, e anche in questo ultimo album si colgono ancora molto le sonorità tipiche degli anni ’90 con le quali sono cresciuti: del resto le radici non si possono cancellare! Il disco, di ottima fattura, si compone di dodici brani, più una cover, (”Voglio di Più” de Gli Angeli) che raggiungono punte incalzanti di punk e power pop con spruzzate di elettronica, dal sound scorrevole e per nulla scontato. Del resto vanta la collaborazione di nomi importanti del settore quali: Alessandro Sportelli (Prozac + e Negazione), Simone Lalli (Autoban, Elec), Oliviero “Olly” Riva (The Fire, Furioius, Party, Shandon) per la parte dei cori e Roberto “Tax” Farano (anch’egli Negazione, Angeli, Fluxus, Quinto Braccio). I testi, nei quali trova sfogo tutto il malcontento dovuto alle situazioni politico/sociali contemporanee, sono brevi (alcuni di essi lapidari, come ”La Morale”, “La Chiesa dei Morti Viventi” e ”Affidavit”) e criptici, pertanto richiedono di essere interpretati per poterne cogliere il senso più profondo. L’invito all’analisi giunge infatti già a partire dai titoli, che non troviamo ripetuti in nessuna delle strofe o, come di consuetudine, nei ritornelli. L’attacco più duro viene riservato alla morale, o meglio a quella che viene contrabbandata come tale, la quale non diviene altro che uno scudo per giustificare misfatti di ogni tipo, come viene rappresentato anche nel primo videoclip, nel quale il manichino simboleggia l’asservimento al potere che svuota l’essere umano della propria personalità e dignità di uomo. Un disco complesso, insomma, che non si deve (e non si può) avere la pretesa di comprendere dal primo ascolto e che segna, come già anticipato, l’avvenuta maturità personale e professionale del gruppo.
TRACKLIST: 1. Atlante 2. Sub 3. La Morale 4. Giordano 5. Voglio di Più (Angeli) 6. Van 7. Puro/Impuro 8. La Chiesa dei Morti Viventi 9. Trementina 10. L’altra 11. Tormenta 12. Affidavit
Articolo del
08/03/2011 -
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