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The Worst Of
Highjakers On The Hip
2010
Alkemist Fanatix
di
Giuseppe Celano
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Sono italiani, sono in quattro e suonano ciò che più gli garba, del buon sano e vecchio rock and roll. I The Worst Of intitolano il loro disco “Highjakers On The Hip” fatto di scorie rock nocive. Il quartetto, se cosi lo si può chiamare, sfrutta un suono dalla presa diretta che non fa tante storie evitando tutti i fronzoli (”No Easy Ways”). L’idea è quella di far muovere il culo dell’ascoltatore attraverso 'stop and go' e cambi ritmici. La voce roca si difende dall’onta dell’anonimato attraverso una grinta lodevole. A metà disco ti piazzano l’immancabile ballata, ma con atmosfera più country, basata su chitarre pulite e batteria appena accennata (”My Girl Left Fo the Green Hills”). La successiva ”45 Lipsticks” è brano killer che ti fa saltare sul carro mentre è ancora in corsa, chiusa da un finale blues. Il meglio arriva con ”Katrina” (New Orleans ringrazia) che tira dritto sui binari del basso energico e scattante. I toni si abbassano con il bluesy ”One Day Of The Rest” dove la voce si ammorbidisce e la tromba conferisce al brano un’atmosfera da nightclub fumoso. Le chitarre, stavolta, azzeccano l’ingresso con un pregevole solo. Insomma un disco senza infamia, piacevole da ascoltare in un assonnato pomeriggio domenicale.
Articolo del
07/03/2011 -
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