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Nashville Trio
Voices Inside My Head
2010
CPSR Produzioni
di
Ivan Nossa
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E’ sempre difficile dare un giudizio su un album di cover. Ed altrettanto difficile è fare delle cover. Figuriamoci quando si affrontano dei mostri sacri come i Police. I Nashville Trio viaggiano però sopra la media e l’album è davvero bello. Le canzoni non sono mai monotone e nemmeno suonano come brutte copie dell’originale come spesso accade. Si distanziano prendendo lo stile dell’interprete ma mantenendo l’anima che ha reso grande i pezzi. Un album acustico con 3 voci che cantano assieme con una pulizia ed un’eleganza uniche. Un country moderno che trova il giusto punto di convergenza con il pop/rock. Uno degli album più belli che abbia recensito del 2010. Impossibile Material World”, “Message In A Bottle” e “Don’t Stand So Close To Me”. Il suono è cristallino, le voci perfette. Già dall’introduzione si rimane piacevolmente colpiti, il pezzo vocale “Voices” è da brividi. Ho pensato fosse meglio fare qualche domanda direttamente a loro per capirne qualcosa in più. Si tratta di un genere non popolare in Italia ed è coraggiosa la scelta di affrontare classici immortali di un gruppo storico con un sonorità così ben definita.
Innanzitutto come si riesce a raggiungere un blend vocale pressoché perfetto? Avete un segreto?
Nessun segreto, essendo un trio acustico senza batteria e suoni distorti siamo abituati ad ascoltare attentamente le nostre voci mentre cantiamo ed il risultato è un mix compatto, come uno strumento che si aggiunge alle chitarre e al piano. Ovviamente con gli anni e tanti concerti la tecnica si è affinata.
Perché avete scelto di dedicare un album acustico alla musica dei Police. Quali sono gli altri artisti che vi hanno maggiormente influenzato?
Marcello è sempre stato un amante della musica dei Police e quando è entrato a far parte del trio ha aggiunto i suoi gusti musicali ai nostri. La scelta di fare un tributo ai Police nasce dalla volontà di rendere omaggio ad un Trio che ha segnato la storia della musica rock, interpretandolo alla nostra maniera e quindi mettendoci qualcosa di nostro. Non è un tributo nel senso classico del termine bensì un omaggio confezionato con altri “materiali”… il risultato è molto originale. Il sound dei Nashville Trio parte west-coast in particolare dalla musica degli Eagles, America, CSN&Y, CCR, ma ascoltando tutti i generi musicali senza preconcetti nel tempo si è arricchito di altre sonorità diventando un vero e proprio trademark.
Ascoltando la vostra musica si sentono echi degli Stati Uniti e ovviamente di Nashville. Esiste anche in Italia un pubblico per questo genere di musica?
Noi siamo di Rimini, diciamo che il genere musicale in voga sulla riviera non è proprio vicino a quello che proponiamo. Abbiamo avuto molti problemi per farci apprezzare nella nostra città, però esplorando altre zone d’Italia abbiamo scoperto che c’è un maggiore interesse per il nostro genere, ovviamente stiamo parlando di un pubblico di nicchia… in Italia generi come il country e il folk non hanno mai spopolato.
Quali sono i vostri programmi futuri?
Con questo cd dedicato ai Police si conclude la nostra carriera di “coveristi”, la lavorazione a questo cd è stata propedeutica alla realizzazione di brani originali, attualmente stiamo componendo brani nostri con notevole soddisfazione direi. Per il futuro più immediato stiamo preparando uno spettacolo che riassume i nostri anni insieme rappresentati da una selezione brani tratti dalle cover (repertorio storico del trio), dal tributo ai Police e ovviamente dai nuovi brani originali.
Com’è stato il vostro incontro con il mondo della discografia? Si può sopravvivere facendo musica?
La discografia è notevolmente cambiata negli ultimi anni, ha subito una crisi senza precedenti, oggi è ancora più difficile sopravvivere di musica che nel passato. Ma questo non è il nostro obiettivo, per noi conta suonare e cantare ciò che ci piace e soprattutto divertirci sul palco, questo forse è il vero segreto del Nashville Trio
Articolo del
13/03/2011 -
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