|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Il Paradiso Degli Orchi
Il Paradiso Degli Orchi
2011
Orquestra Records
di
Marco Poggio
|
|
Prendono il nome dall’omonimo romanzo di Daniel Pennac, questi quattro ragazzi bresciani, intenti a creare un non luogo, nel quale rifugiarsi. Un’oasi, come da loro stessi descritta, che ognuno di noi crea all’interno della propria mente. Un posto dove essere diversi è bello e non esistono i pregiudizi. Terreno ideale quindi per le sperimentazioni musicali dei nostri, che sembrano aver trovato il loro paradiso in terra in un vecchio cascinale in collina; dove tra galline e alberi da frutto hanno dato via alle improvvisazioni e alle sperimentazioni che sono alla base del loro primo eponimo lavoro, registrato rigorosamente in presa diretta per non perdere la spontaneità della dimensione live. Devo dire di essere rimasto particolarmente spiazzato da un primo ascolto del disco, in quanto sono quasi del tutto assenti le influenze dei grandi nomi ai quali i quattro avevano dichiarato di ispirarsi (Frank Zappa, Yes e Genesis solo per citarne alcuni). Ci troviamo di fronte ad un’amalgama tra i ritmi articolati del funk, la psichedelia e una linea melodica propria dell’alternative rock. Un impasto sonoro in alcuni casi molto efficace mentre in altri sembra essere un esercizio di stile quasi forzato, alla ricerca della sperimentazione sonora ad ogni costo. “Where Is The Light?” è emblematica di questa commistione di generi; dotata di una bella linea vocale, con un chorus azzeccato e le percussioni ad arricchire il tutto. Dello stesso tenore sono “My Sin” e “Sad Song #51”, che esplorano ulteriormente il lato melodico della band. Dalla forte nervatura rock sono invece “Pig War”, o la schizoide “Panic Station”, dove i nostri pestano sui loro strumenti come dei fabbri in acido. Di caratura decisamente inferiore “My Damned Mind” e “Sad Song #4”, sfoghi musicali a volte fine a se stessi. Menzione particolare per quanto riguarda “Sofa”, anfetaminica e funkeggiante, con forti richiami ai primi Primus. I nostri hanno dalla loro una buona padronanza degli strumenti, e se in futuro riusciranno a trovare la formula sonora ad essi più congeniale, raggiungeranno sicuramente una maturità musicale qui a tratti solo accennata. Un luogo questo Paradiso degli Orchi quindi, pur poggiandosi su delle buone fondamenta, ancora in fase di costruzione.
Articolo del
29/03/2011 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|