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Prendete 225g di hip hop, di quello rabbioso e incazzato con il mondo intero; aggiungete 150g di robuste chitarre rock; unite 50g di strumenti inusuali per il genere come tromba e fagotto, amalgamando infine il tutto con le speziate radici musicali partenopee. Questi sono gli ingredienti alla base dei Biscuits, interessante progetto napoletano dal respiro internazionale. I nostri, dopo la fortunata collaborazione al film di Marco Risi "Fortapasc", arrivano con l'eponimo album al debutto discografico vero e proprio. Un lavoro variegato, che guarda alle grandi produzioni americane senza dimenticarsi di strizzare l’occhio alla tradizione musicale della propria terra. Elemento quest'ultimo che si fa più marcato in molti degli episodi sonori che compongono l'opera, grazie all'utilizzo del dialetto napoletano. Idioma sonoro che non snatura di un grammo il mood dell'album anzi ne arricchisce ulteriormente l'humus culturale. Esempio esplicativo di quanto detto poc'anzi è senza dubbio "Fortapasc", street single scritto per l'omonimo film sulla storia del giornalista del Mattino Giancarlo Siani, ucciso barbaramente dalla camorra. Qui elementi hip hop e cantato in dialetto si uniscono per esprimere rabbia e dolore mai anestetizzati, mostrando il profondo rapporto d'amore e odio che i nostri hanno con la propria città. E se questi rappresenta per emotività e scelte sonore a mio avviso il punto più alto del disco, sono molti i brani degni di nota. Uno di questi è senza dubbio "Exit", dove la commistione tra diversi stilemi sonori trova il suo ideale terreno di sperimentazione. Fiati e chitarra in primo piano, per una sorta di dub-hip hop di denuncia sulla triste situazione della città partenopea, con ancora il cantato in napoletano sugli scudi. Nella medesima scia si sviluppa "Ritardi e Traguardi", dal loop sonoro in grado di catturare fin dal primo ascolto e dove il dialetto lascia il posto all'italiano. Scelta musicale azzeccata è anche l'alternarsi delle voci di Gianluca "Tripla" Vitiello, Marco "Gransta" Villa e quella di Claudia "Dyna" Di Martino; scelta che colora ulteriormente la musica dei nostri. Sembra invece essere stata scritta per i concerti "Ciu Ciu", dotata di un refrain ficcante, fin dal primo ascolto. Caratterizzate da elementi orientati decisamente al pop elettronico sono invece "The Moon", "Way Out" e "My Shuttle", dove, specialmente in quest'ultima, alle scosse ritmiche dei campionamenti ben si intreccia un sapiente uso del pianoforte. Più marcatamente hip hop, nel senso musicale del termine, sono "Astronauta e Minatore" e "Metereopatici MC" che ben dimostrano la padronanza dei nostri della materia in questione. Dal respiro più internazionale è invece "ID", nella quale spicca il cantato in inglese, mentre le atmosfere sonore sembrano richiamare quelle classiche dell'hip hop di carattere prevalentemente mainstream made in USA, così come avviene per l'atipica bonus track "Rush Hour". Croccanti, gustosi e speziati questi "Biscotti"; da assaporare lentamente, riuscendone così ad apprezzare appieno il sapore.
Articolo del
06/04/2011 -
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