|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Red Onions
Diario D’Un Uomo Qualunque
2010
CD autoprodotto
di
Martina Consoli
|
|
Volgere il proprio sguardo al passato per proporre uno stile musicale ricercato e sofisticato, scavare in una musica d’altri tempi per plasmare il presente: i Red Onions sembrano aver compiuto quest’accurato studio per la pubblicazione del loro primo LP il cui titolo è “Diario D’Un Uomo Qualunque”. Non hanno tanta gavetta alle spalle - anno di formazione 2004 – eppure dimostrano spiccate personalità e sicurezza nel prepararsi al loro debutto discografico. Il quartetto perugino che ha già avuto modo di farsi apprezzare in diversi concorsi e manifestazioni, dopo l’uscita del singolo “Libero Fuori”(che vanta l’inclusione in una delle compilation internazionali Rock 4 Life della Quickstar Production) alla fine del 2010 si è sentito pronto al lancio della sua prima opera completa, caratterizzata da rock sperimentale che affonda le sue radici nel progressive italiano (sembra di rivivere il sound della PFM). Il riferimento al prog-rock si desume anche dalla scelta di far ruotare l’album tutto attorno ad un unico tema - possiamo definirlo quindi un “concept” album – che tratta lo smarrimento dell’uomo nell’odierna società. Tutte le 11 tracce che compongono il disco sono formate solo da strofe, ogni frase scorre l’una dietro l’altra senza quasi mai una ripetizione, pur abilmente riuscendo a ripercorrere lo stesso concetto. C’è un prologo ed un epilogo nella storia raccontata, quella di “un uomo qualunque” che si sente “chiuso in una gabbia dietro le mura del silenzio” (incipit della canzone “Disarmonico Allegro”). Alcuni degli argomenti trattatati sono perfettamente in sintonia con l’attualità, come ad esempio lo scandalo della pedofilia (“Prologo”), la guerra in Iraq e gli ultimi scandali legati all’imprenditoria italiana – chissà se vi sia un riferimento a quella che è stata chiamata “cricca” o ai “furbetti del quartierino”- e la massiccia presenza dei mass-media nella vita tutti i giorni, contenuti nella title-track dell’album . Nonostante la delicatezza dei temi, essi non solo vengono trattati con la giusta serietà che meritano ma sovente si fa uso di una sottile ironia che fa sorridere l’ascoltatore (Imprenditori col cilindro funambolici clown/Statisti incompresi esiliati alle Maldive/Straccioni di professione con le gemme nei calzini). Dimostrazione questa che la musica di protesta in Italia non passa solo per il rap commerciale di cui siamo bombardati giornalmente. Ci sono anche delle canzoni più orecchiabili: “Night Time Blues” (unica con testo in inglese tra tutte le tracce dell’album), un omaggio alla notte, solo al calar della luce del sole si può avere il tempo di pensare; “Paesaggio Notturno” che ha dei contenuti sessuali abbastanza espliciti. Musicalmente la traccia più convincente dell’album è “Epitaffio Per La Prima Morte Di Un Sogno” caratterizzata da continui cambi di ritmo a colpi di chitarre talvolta più lente e talvolta più veloci in cui si ripercorre sempre il tema della solitudine e dello smarrimento. L’aver saputo coniugare una melodia accurata con testi impegnati e mai banali, fa balzare i Red Onions all’interno delle band di nuova generazione più promettenti del panorama rock italiano.
Articolo del
10/04/2011 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|