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Il loro anno di nascita è il 1997 e si sente e le influenze che Il Kif ha mutuato sono sicuramente quelle del rock anni ’80 con reminiscenze anni ’70. Ci sono voluti pochissimi anni perché la formazione barese portasse in giro la propria identità hard rock, passando per il rock psichedelico per finire con qualche spolveratina di punk. “Gioie e Paranoie” è il loro terzo ed ultimo album autoprodotto nel 2010 composto da 12 tracce di pura energia sincopata rock. Di strada pian piano Il Kif ne han fatta distinguendosi anche all’Arezzo Wave. “Gioie e Paranoie” esordisce, in “Come Un Treno”, con una simpatica raffica di potenti schitarrate che anticipano la linea musicale dell’intero disco, il rock psichedelico esce allo scoperto sicuramente nella terza traccia, “La Scimmia”, prendendo corpo negli assolo di chitarra elettrica che si alternano alla rauca voce di Claudio De Pascale, offrendo un panegirico ad una scimmia figurativa che “vive tutto il giorno sulla sua schiena”. Questo brano merita particolare attenzione dato che si è guadagnato il premio “Miglior Musica” al Festival degli Autori al Casinò di Sanremo. La prerogativa dei Kif sta nell’incisiva proposta continua di ritornelli, ritoccati da parole frizzanti che facilmente rimbalzano nella mente, e dall’accostamento di effetti sonori praticamente riproducibili subito dopo averli ascoltati. Protagonista della quarta track è sicuramente la batteria che segna un ritmo deciso, pulito ed apre, con i suoi battiti, la strada alla chitarra elettrica e agli effetti, ascendenti e discendenti, tipici di quel tocco psichedelico anni ’70. L’armonia rock, l’energia pura si amalgamano in una commistione di suoni equilibrati tra di loro che offrono un omaggio riarrangiato all’ “Ok Italia” di Eugenio Bennato e il remake non a caso si chiama “Ok Italia Reloaded”, dando il senso della carica che ci sorprende con l’improvvisa comparsa, verso la fine di un virtuoso sassofono. Le influenze del rock inglese le avvertiamo in alcuni stacchi di chitarra in “Mai Abbastanza” e in “It’ All In Your Mind”, la varietà dei suoni, dei ritmi e delle melodie di queste 12 tracce è la dimostrazione plausibile che la cultura musicale della band è chiaramente ampia ed abbraccia varie sfaccettature del genere rock. Cover riarrangiata degnamente e con grandi lodi per la line up barese, è quella di “Venus” originariamente dei “filoannisettanta” Shocking Blue, ma poi resa ancora più popolare dalle Bananarama. La prima metà del disco dedicata ad una scarica amabile di rock lascia il posto alla traccia numero sette, “Segui La Mia Scia”, con cui si abbassano i toni elettronici, aprendo le porte all’acustico, all’atmosfera creata dall’eco di una voce accompagnata da un suono quasi impercettibile di tamburelli che regalano un’aria magica e misteriosa. La stessa aria rilassante e fatata la incontriamo in “Stupide Favole”, in cui Claudio De Pascale è pronto a far ascoltare la sua voce pulita, che parallelamente si offre dolcemente al suono della chitarra acustica. I toni tornano prontamente rock con la track che dà titolo al disco, “Gioie e Paranoie” e che spalanca la porta del buon old style del rock anni ’70 di “Riot Feeling”.
Articolo del
11/04/2011 -
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