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Lingalad
La Locanda Del Vento
2010
Lizard Records
di
Gregorio Parisi
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“Io sono pioggia quando cade / cade sulle mani e sulla nostra età / cade sui miei occhi e scioglie la realtà”: la frase di chiusura di ”Nella Pioggia”, quattordicesima traccia (e ultima storia) de ”La Locanda Del Vento” è il miglior biglietto da visita per il quinto lavoro dei Lingalad (il primo per un'etichetta, la Lizard, dopo quattro album auto-prodotti). Le sonorità folk sono il principale collante delle storie raccontate ne “La Locanda Del Vento”, album impossibile da gustare appieno senza il fondamentale apporto del booklet, dove si completa quello che l'ispirato Giuseppe Festa non può giocoforza cantare; grande esempio è la quarta traccia, ”Toni il Matto”: forte già da sola, splendida con davanti la storia, sia essa vera o “semplice” frutto della fantasia della band; o ancora la struggente ”Lio”, punto più alto -emotivamente parlando- di tutto l'album. In generale il disco segna (come già il precedente ”Lo Spirito Delle Foglie”) uno stacco dalle origini della band di chiara ispirazione tolkeniana, nonostante i richiami al “Signore degli anelli” siano presenti specie nella persona di Gianni Musy, che molti conoscono solo di voce, in quanto doppiatore di Gandalf nel “Signore degli anelli”; qui è presente come guest ne ”I Boschi Della Luna” (dialogo tratto dall'omonimo libro di Festa) e come autore della ballad ”Madre Mia”, semplice ma meravigliosa ballad perfettamente in tema con le storie raccontate dal Vento. Altrettanto di alto livello la dolcissima ”Dono Di Maggio” e la commovente ”L' Abbraccio Del Noce”, traccia che forse più di ogni altra racchiude il significato di queste storie, dove la natura interagisce con l'uomo, per nulla rancorosa nei confronti di chi spesso non ha pietà nei suoi; il Noce che salva i due amanti è l'amore nella sua forma più pura, che Festa riesce a descrivere alla perfezione in un album di grande caratura. Sperando che il vento (o meglio: il Vento) continui, a lungo, a seminare queste storie, siano esse dolci o malinconiche, frizzanti o meste, in giro per il paese.
Articolo del
22/04/2011 -
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