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Hungryheart
One Ticket To Paradise
2010
Tanzan Music/Fastball
di
Antonella Frezza
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Avevo già accennato agli Hungryheart quando vi ho parlato dell'album solista di Mario Percudani, chitarrista della suddetta band. Mi ero già fatta quindi una vaga idea di quello che poteva essere ”One Ticket To Paradise”, loro secondo album. Immaginavo fosse un bel lavoro, ma mi sbagliavo. Bello è un aggettivo riduttivo per definire un disco di ottima qualità, che non a caso ha riscosso grossi consensi in giro per l'Italia, l'Europa e gli Stati Uniti. Un 'melodic' hard rock orecchiabile e travolgente, di quello alla Bon Jovi per intenderci. E la scuola da cui attingono gli Hungryheart è proprio quella che ha fatto storia tra gli '80 e i '90. Tra i riferimenti si potrebbero citare anche Whitesnake e Bad English, fra gli altri. Delle chitarre come ho già detto se ne occupa Percudani (se avete letto l'articolo su di lui sapete di essere in buone mani), che inoltre figura anche come cantante in quattro brani, poi Steve Lozzi al basso e Paolo Botteschi alla batteria, lead singer è invece Josh Zighetti. La band riesce a creare un'alchimia perfetta tra ritmi veloci, potenti riff, una voce che trasuda passione da ogni singola corda vocale e assolo di quelli che quando li ascolti ti senti stringere lo stomaco per quanto sono intensi e taglienti. All'energia di pezzi come ”One Ticket To Paradise”, “Boulevard Of Love”, “Let's Keep On Tryin'” vengono alternati efficacemente brani più equilibrati e sentimentali come ”Let Somebody Love You” e ”You Won't Be Alone”, dove si intrecciano la voce graffiata di Steve e quella pulita di Mario, tanto per ricordarci che i rocker, in fondo, sono degli inguaribili romantici. A metà tracklist c'è pure una breve incursione nel blues che dura meno di due minuti: ”Love Is The Right Way”, connubio di acustica e slide. Giusto il tempo per riprendere fiato qualche istante, per poi tuffarsi di nuovo nella mischia di chitarre roboanti e ritornelli corali. Verso la fine poi una cover della splendida ”Man In The Mirror” di Micheal Jackson che non può fare altro che lievitare il livello del disco. Fa piacere poter constatare ogni tanto che a una band italiana non manca proprio niente rispetto a quei gruppi stranieri a cui si guarda con tanta ammirazione e rispetto. Una proposta davvero soddisfacente per il panorama nostrano, per di più molto apprezzata anche fuori dai nostri confini. Per la serie il rock non ha frontiere e gli Hungryheart ne sono la prova vivente. Complimenti!
Tracklist
1. Stand Up 2. One Ticket To Paradise 3. Let Somebody Love You 4. Boulevard Of Love 5. A Million Miles Away 6. Angela 7. Love Is The Right Way 8. Let's Keep On Tryin' 9. Just A Little Closer 10. Get Lost 11. Man In The Mirror 12. You Won't Be Alone
Articolo del
24/04/2011 -
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