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Eit
Meccanismi
2011
CD autoprodotto
di
Martina Consoli
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Se si vuole ascoltare della buona musica che ancora riesce a trasmettere qualcosa all’animo umano forse bisognerebbe inoltrarsi nei meandri dell’immenso catalogo di band e artisti di ogni genere che circolano sul web. Insomma, guardare dal buco della serratura e non attraverso la moltitudine così come ci propone, o forse ci auto impone, il mercato. Scavando, possiamo imbatterci in band originali che provano a fare qualcosa di diverso e soprattutto non hanno paura di essere compresi solo da una parte di pubblico. Tra questi gruppi si possono inserire gli Eit band nostrana originaria di Carrara formatasi nel 2008, che ha pubblicato il suo primo album dal titolo “Meccanismi”. Un disco che si fa apprezzare prima di tutto perché self-made, tutti i testi e le musiche sono stati scritti dagli stessi membri del gruppo, poi perché articolato ed elaborato in modo quasi perfetto con l’aggiunta di un bel timbro vocale del cantante Simone Rossi. Il genere musicale seguito dalla band è un misto tra indie e rock sperimentale contraddistinto da una buona tecnica musicale e da sonorità complesse da cui emerge ex ante un accurato studio. L’album si apre con la traccia “L’Entrata In Scena” energica al punto giusto da essere collocata come canzone d’apertura, si prosegue con “L’Odio”, malinconica e se si vuole triste rappresentazione della vita sociale caratterizzata da sorrisi e in senso lato da sentimenti falsi in cui tutti ragionano secondo “schemi precostituiti” credendo invece di essere originali. Altra tematica sociale che viene affrontata nel disco è quella del ruolo della televisione in “Seduttrice Qualunquista”, il cui titolo fa pensare che sembrerebbe essere dedicata ad una donna ma in realtà in senso figurato questa “lei” è la tanto amata e odiata TV: si parla di svuotamento di idee e di pensieri, di perdita di valori e tradizioni causati dal potente mezzo televisivo che un giorno se perpetueremo ad esserne continuamente attratti, ci porterà ad essere inglobati “al potere del suo nulla”. Anche altre tematiche, decisamente più attinenti alla sfera sentimentale, vengono trattate all’interno dell’album: “Qualche Passo Ancora” in cui si parla di smarrimento e resa al proprio destino e “Nei Tuoi Silenzi” caratterizzata da un ben riuscito e alquanto elegante arrangiamento al pianoforte. Quasi a metà dei nove pezzi che compongono l’album è stata inserita una hidden-track ,una traccia solo strumentale che potrebbe rappresentare un perfetto intermezzo durante un concerto, che conferma ulteriormente le buone doti musicali e compositive della band. Da segnalare infine la canzone “Da Te A Me”, libera interpretazione di una poesia di Rina Centa, attrice toscana di spicco del panorama teatrale italiano che ha interpretato opere di grandi autori quali Luigi Pirandello, Gabriele D’Annunzio, e Indro Montanelli.
Articolo del
01/05/2011 -
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