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Moseek
Tableau
2010
Sofarecs
di
Marco Poggio
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Interessante debutto questo "Tableau" ad opera del quartetto romano dei Moseek. Electro alternative rock ad ampio raggio quello proposto dal combo, che arriva ad inglobare elementi cari al grunge, unendoli alle sonorità melanconiche tipiche del genere. Minimo comune denominatore dell'intero lavoro è la stupenda voce di Elisa Pucci, autrice tra l'altro di tutte le musiche e dei testi, capace di emozionare sia in languidi sussurri che in pindarici voli vocali. L'opener "Mushroom" così come la successiva "Something To Dig" riescono nel non sempre facile compito di fondere elementi di matrice elettronica con l'irruenza sonora del rock. Merito senza dubbio dell'ispirata penna di Elisa, capace di creare canzoni fatte su misura per le proprie corde vocali. Elettronica che svolge un ruolo predominante nella successiva "Room & a Kitchen", ideale terreno sonoro in cui i nostri mettono in luce le proprie abilità esecutive. Atmosfere più soffuse per "A Safe Side" dove tra languide tastiere ben emerge la voce in tutta la sua espressività. Cattura per drammaticità la tesa "No Man's Land" tutta giocata su aggressivi riff di chitarra che ne si amalgamano agli interventi delle tastiere, così come avviene nella successiva "Crumb". La sperimentazione sonora del quartetto trova il suo apice nella variegata "About Choices", nella quale vengono fatti sapientemente confluire elementi musicali tra i più disparati. Impasto electro rock che funziona anche in "Airs & Graces" e "Bad Things". "Brotherhood You Can Wear" rimane a mio avviso uno degli episodi migliori del lotto, struggente ballata pianistica in salsa rock che ricorda da vicino alcune cose fatte dagli Evanescence, soprattutto per quanto riguardo il cantato. Menzione particolare per l'artwork dell'album, un digipack cartonato di grande gusto contornato da un nastro di raso. Un lavoro ben progettato sia musicalmente che visivamente quindi, nonché un debutto di vaglia per un gruppo che è già una solida realtà.
Articolo del
03/05/2011 -
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