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“Prova A Cambiare Idea” è il lavoro maturato dalla mente, dalla creatività e dalla professionalità di Giacomo Crott, un giovane autore emergente che ha fatto strada con la sua chitarra, prima come parte integrante di gruppi musicali, poi come solista ed ecco, ad oggi, la realizzazione di un progetto tutto personale. Il disco è stato partorito dopo un certosino lavoro di ricerca, in cui l’autore non ha preso la musica sottogamba ma ha voluto conoscere nella pratica quello che produce ogni suono e come realizzarlo, tanto da prendere la qualifica di Tecnico specializzato in ingegnerizzazione del suono. Il canto, poi, ha anch’esso un suo ragionamento molto più profondo, l’artista ha acquisito il titolo di ‘Arteterapia’ applicandola, per l’appunto, al cantato delle sue parole, cercando di carpire il lato funzionale della voce nella musica. La voce pulita, impostata, con dizione abbastanza perfetta trasmette sicurezza e chiarezza musicale quella che, ‘illo tempore’ ci hanno passato grandi autori come Giorgio Gaber o Fabrizio De Andrè. L’esordio è classico, leggero. “Prova A Cambiare Idea” traccia che dà nome al disco, ci fa tornare indietro agli anni ’70, quelli di Lucio Battisti con l’aggiunta di un’evoluzione musicale che si adatta ai nostri tempi. La traccia è forte nel testo, un invito a “cambiare idea” perché “c’è sempre una via”. La scia ritmica e armonica si protrae anche per la seconda track, “Respiro” che si destreggia equilibratamente tra suoni morbidi, quelli della chitarra acustica, primo amore di Crott, del pianoforte e un impercettibile fiato nel background che vorrebbe essere quel “soffio di vento” quel respiro protagonista del testo. La traccia tre è lo scatto dell’album che esce dai classici schemi della musica leggera assaporata nelle prime due tracce. “Soli” è designata da percussioni di sottofondo che trasmettono il mistero, quello della storia a distanza di questa canzone, dalla profondità della voce di Crott e dai ritornelli energici e ribelli del rock/pop in cui a predominare sono chitarra e batteria. Il filo che segue in alcuni tratti questa traccia sono quelli elettronici, quasi impercettibili ma incisivi che danno una scossa all’equilibrio sonoro pensato in origine, li ritroviamo nel suono sintetizzato che segna il ritmo di “Arabeschi”, una chitarra elettrica fortemente presente che a volte tende a mettere da parte, ma positivamente, la parte del cantato. “Non E’ Tardi” invece segna il ritorno alla classicità della musica leggera di un tempo, quello dei vecchi, e ancora cantati, Battisti, Concato, De Andrè. Questo brano è il racconto quotidiano di una realtà comune umana quella che si può notare in un “caffè”. Il rifacimento alla popolarità della gente, l’autore l’ha designato con alcuni giri musicali di chitarra abbastanza pop ritoccati con l’assolo finale. Alla creazione di questo frutto della musica pop/rock di Giacomo Crott ha partecipato anche Andrea Benassai, incontrato per caso e che ha dato un apporto molto incisivo alle nove tracce del disco, con pianoforte, Rhodes, chitarra acustica ed elettrica, basso, programmazioni. “Prova A Cambiare Idea” ha due anime che viaggiano parallelamente, quella leggera e quella rock guidate rispettivamente da chitarra acustica e chitarra elettrica e batteria. L’alternanza di questi due registri dona dinamismo all’intera operazione, quello che troviamo nella traccia sette “Sei Una Voce”, il brano più rockeggiante del disco. La conclusione non poteva che essere affidata al pop/rock della scia musicale italiana. Merita attenzione la performance in “Giorno Andato” che conclude con lamentati alti e bassi vocali a sottolineare la dolenza interiore dei sentimenti. Il pianoforte vellutato di Benassai è l’anima di “Io Vivo” ultima track del cd.
Articolo del
15/05/2011 -
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