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Bancale
Frontiera
2011
Ribess Records/Fumai Records/Audioglobe
di
Giuseppe Celano
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Non so perché, forse per l’arpeggio o per lo spoken words “svogliato” ma l’attacco di ”Randagio”, opener di ”Frontiera”, mi ha ricordato l’opera prima dei Three Fish, band dimenticata dai molti e amata da pochi palati fini. I Bancale sono una band bergamasca produttrice di un malato blues urbano. “Frontiera” è un disco potente, un manifesto sonoro che richiama Massimo Volume e Bachi Da Pietra in un sol colpo ma sposta l’asse in avanti verso qualcosa di ammaliante e visionari. Sono in tre ma spulciando le note di copertina ci si accorge dello zampino dell’instancabile Xabier Iriondo. Tanto basta per decretare che “Frontiera” è un disco da possedere fisicamente. Non pensate a estremi atti sessuali miei cari amanti del feticcio, non si può arrivare a tanto anche se secondo noi qualcuno nel mondo almeno una volta ci avrà provato. Il disco si basa su mirate note di chitarra e percussioni ossessive su cui le lamiere stridenti, utilizzate al posto dei piatti, proteggono la voce acida, penetrante come un trapano chirugico. Si narra di dolore e di eventi strani, le liriche fittissime sono ansiogene, la voce di Baracchetti risulta roca e sinistra. Il blues ancestrale ”Lago Del Tempo” è un brano che tutti i sedicenti musicisti italiani dovrebbero studiare come un vangelo. Con il passare dei minuti l’album cresce, spaventosamente, di intensità, i tre esibiscono un songwriting snello, ma pesante come materia stellare, che diventa presenza astratta fatta di feedback, spazzole in sottofondo e rumori indefinibili (”Corpo”). Luca Vittorio Barachetti (parole e voce), Fabrizio Colombi (percussioni e lamiere) e Alessandro Adelio Rossi (chitarra, elettronica, harmonium) definiscono i contorni di ogni traccia riuscendo a infilare cambi stilistici all’interno dei brani che dimostrano un’elasticità invidiabile. ”Megatterà” è uno degli episodi più neri e claustrofobici dell’intera opera, fatto di scarti industriali siderurgici che, come cellule impazzite, cozzano fra loro producendo scintille infuocate e scorie radioattive. Micidiali!
Articolo del
24/05/2011 -
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