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Carmen Palmieri
Shiny Wall
2011
BlueArt Work
di
Dannia Pavan
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Dal mare dell’underground italiano una nuova onda musicale ci porta all’attenzione Carmen Palmieri. Il suo primo lavoro discografico è un sonoro ‘muro che brilla’ di bagliori come la luce limpida delle prime ore dei mattini primaverili sferzati di aria fresca che va alla ricerca della sua pienezza del sole caldo di mezzogiorno della stagione estiva. La voce della ventenne campana è forte, grintosa e leggera e nel suo stile canoro si avverte chiaramente tutta l’energia di un’adolescente in crescita. I richiami stilistici vanno spontaneamente verso le sonorità musicali tra le quali Alanis Morisette, Taylor Swift, Michelle Branch senza dimenticare l’italiana Elisa, con le quali è cresciuta e delle quali ha divorato album su album assorbendo molto del loro sound che ha tradotto poi in una personale espressione. ”Shiny Wall” è il suo primo album ma la sua biografia musicale parte in tenera età quando inizia a collezionare partecipazioni a contest musicali e concorsi al di fuori dei circuiti delle major che però conferiscono alla sua espressione creativa in ricerca ancor più di spessore. Avesse scelto di partecipare a qualcuno dei talent giovanili che spopolano, forse la sua carriera si sarebbe svolta con maggior linearità e avrebbe incontrato il favore di un pubblico più ampio approfittando di esposizioni e promozioni maggiori; ma il fatto di aver scelto la strada più vicina al suo essere la rende un artista ancor più interessante che la contraddistingue dal resto del coro. I suoni dell’album sono dolci e diretti proponendo all’ascoltare un genere pop che mette in risalto la voce limpida e pulita di Carmen in maniera semplice e convincente. Forse l’unico elemento che penalizza un po’ il disco è il lavoro di postproduzione che sembra un tantino piatto rispetto alle potenzialità di partenza e la ripetizione del canone cupo-allegro, ma questo non toglie certamente nulla ad un progetto discografico omogeneo e alla spinta creativa molto vitale che è esattamente quello che l’artista vuole esprimere. A ciò va aggiunto che “Shiny Wall” è una conquista musicale tutta personale nella quale Carmen ha fatto tutto da sola con un risultato di valore medio alto, supportato dalla collaborazione di bravi musicisti; se fosse stato curato da un produttore esecutivo avrebbe conferito al cd tutto il carisma di un vero e proprio esordio in grande stile. Ascoltando le tracce si nota una personalità musicale definita, seppur ancora alla ricerca di una stile personale che arrivi a consolidare le sue note caratteristiche senza incertezze e confusioni. Forse non è un caso che l’album rimandi spesso all’esperienza del viaggio come strumento non tanto di evasione quanto, soprattutto, di ricerca, di scoperta, di incontri e di conquiste. Il progetto apre con due tracce vitali e grintose; a dispetto dell’atmosfera leggera e sbarazzina, soprattutto in ”Empty City”, si coglie la disillusione di una giovane che osserva il mondo intorno a sé e coglie tristemente che ‘quello che luccica non è oro’ e che ‘questa è una città vuota, di gente che ti usa per quello che vuole’. Allora non le resta che rivolgere lo sguardo al cielo con ”The Sky Is Mine” dove poter trovare uno spazio nuovo di speranza perché ha ’qualcosa di nuovo nella mente e negli occhi’ e non può ‘fermare la luce the brilla sopra la rotta’. Dopo queste introduzioni troviamo la prima ballad ”Nobody Knows”, dalla quale si apprezza maggiormente la linea vocale di Carmen che racconta ancora della distrazione e superficialità della gente che non sa le domande di una giovane per un amore finito. Il singolo dell’album è ”Without You” con una interessante verve blues rock molto accattivante seppur non riesca a spiccare pienamente per un canonico arrangiamento pop tipicamente italiano che le toglie forza. Una delle otto canzoni molto ben riuscita è ”Rain”, in stile Elisa, probabilmente è il brano che meglio si addice alle corde di Carmen e qui la voce trova più respiro, potente e delicata al contempo, sostenuta bene dall’impianto musicale di chitarra e pianoforte che qui hanno note più originali. La successiva traccia passa a un’atmosfera più gioiosa, seguendo un ormai scontato gioco di alternanze ripreso in tutto l’album. In ”Live (The Way I Wanna)” Carmen canta la sua voglia di vivere con il sorriso e di seguire i suoi sogni con un zaino in spalla con un buon ritornello e arrangiamento ben curato. Con un carica rock più spinta arriva ”Like A Dream” che non è una rivelazione, ma come “Rain” ha una dimensione più intima, a chiudere l’album la ballata, allegra e leggera, ”Who Are You” con una voce molto modulata e una linea vocale davvero interessante che ci fa pensare alla miglior tradizione morrisettiana che ti lascia la voglia di ascoltarla ancora. Dopo questo sogno tanto inseguito ed atteso che per la giovane Carmen è diventato realtà, attendiamo di poterla ascoltare presto con un nuovo progetto musicale in cui ritrovare una maturità stilistica che le permetta di esprimere al meglio la sua personalità artistica e farci emozionare e sorprendere pienamente.
Articolo del
22/05/2011 -
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