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Eveline
αω
2011
Sonic Vista Recordings/ Urtovox/ Locomotiv Records/ Borowka Music
di
Daniele Bagnol
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Dopo tre anni di gestazione la terza missione della navicella spaziale Eveline ha avuto inizio, destinazione paesaggi lunari ed ancora più in là, verso mondi paralleli mai esplorati prima per poi fare ritorno sulla Terra madre, il tutto in un tempo terrestre di poco meno di 50 minuti; la spedizione stavolta ha visto una vera e propria co-realizzazione europea tra Sonic Vista - Urtovox - Locomotiv – Borowka. Le otto tappe della missione disegnano un leitmotiv pregevole, caratterizzato da una raffinatissima ricerca sonora che li distingue dal branco e che ne fa brillare le capacità di scrittura , di arrangiamenti e di suoni: la ricercatezza e l’ alienazione che trasuda in “αω” sembra seguire a volte a distanza, attratti dalla Legge di Gravitazione Universale, la rotta della stella polare Radiohead, ma può essere solo un abbaglio. In mezzo a tanti detriti spaziali che girano nell’ universo - musicale - gli Eveline tracciano, incuranti di tutto il resto, la loro direzione avvicinandosi paurosamente con un ritmo lento ad una nebulosa planetaria (“To Kaluza’ s White Quasar”) composta dalla materia di cui sono fatti ipnotismo ed alienazione, per poi ritrovarsi d’ un tratto a milioni di anni luce di fronte alla luminosità psichedelica della supergigante rossa “Interstellar” che presenta tracce di Doors (quell’ inconfondibile organo seventies). L’ incredibile viaggio intergalattico riesce anche ad imbattersi ad un raggio siderale di sicurezza, con quel buco nero dal nome di “She’ s From Mars”, un corpo celeste caratterizzato da continui sali-scendi, con un’ anima quasi dark ed un basso sempre più duro alternato ad un pianoforte a tratti sinistro. L’ ultima fase della spedizione vede la navicella spaziale Eveline attraversare una pioggia di asteroidi psych chiamata “Terrible n.1” ad un ritmo incessante e disturbato per uscirne sana e salva ed atterrare per una breve ed ultima sosta di undici minuti terrestri sul soffice terreno lunare (“Lunar 8”) in completa assenza di gravità dove i movimenti si fanno più cremosi ed il pianoforte danza leggerissimo, accomodato sulla voce elegiaca opposta a suoni synth. Una volta concluso il viaggio, posso dirlo con certezza a chi sta leggendo: i bolognesi Eveline, con il loro space-psychelelic-ambient-elettro-alt-rock di “αω” hanno ricreato la luminosità e la potenza energetica di una supernova che fa drizzare la pelle.
Articolo del
20/05/2011 -
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