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Giorgio Laini alla voce, Mauro Comelli al basso e Franco Bruna alla batteria, programmazione e synth compongono i Fraulein Rottenmeier. Il gruppo bresciano ha esordito nel 2008 con il primo Ep omonimo, seguito dal secondo mini album “Sangue e paillettes”. Del 2010 è il disco “Elettronica Maccheronica” , prodotto da Gianmaria Accusani dei Prozac +. Il titolo è programmatico e chiarificatore. L’istinto è spontaneamente punk, con intromissioni “di strumenti solitamente usati con una concezione più raffinata, come il sintetizzatore o la drum machine... mandando in rotta di collisione generi e influenze lontanissimi tra loro. Si va dalla trash-dance anni 90 al dark o al punk”, come spiega Giorgio, il frontman. Il brano di apertura è anche il primo singolo, “Dancefloor”, del quale è stato realizzato un videoclip con la regia di Krove, nel quale il trio indossa i panni di decadenti pagliacci metropolitani. Base techno, più ballabile che orecchiabile, ritmi sincopati e martellanti, il pezzo pretenderebbe di essere incontenibile ed esplosivo, ma siamo ben lontani dalle nuvole rapide dei Subsonica, da cui la band non prescinde. Con la differenza che la voce di Laini è spigolosa e acerba, incapace di regalare nuove ossessioni. “Dente Dal Latte” è la più punk, con tanto di basso distorto e voce ruvida e aggressiva, le cui rudezze piegano più volentieri verso una italianità alla Marco Mengoni. “Ornella Tvb” è una agghiacciante dichiarazione d’amore alla rovescia per una ragazza, probabilmente una ex, che nelle intenzioni dovrebbe essere ironica: «Sono stufo di sostenere te e i tuoi chili di troppo… Credo tu debba fare la stessa fine degli animali che indossi» (!?). Poi, per fortuna, la ragazza protagonista di “La Conoscenza” si vendica e gli lascia «il segno dei denti impresso sulla valvola mitrale» mentre lui venderebbe un rene per rivederla. Melodica e pop è “Lacrime In Tangenziale”, ritratto delle sensazioni nere e complicate che accompagnano l’adolescenza, mentre “Monarchia” accosta le dinamiche del potere politico a quelle di un rapporto sadomaso. Ed arriva anche il ricordo, autobiografico, dello studente nerd emarginato al liceo perché ascoltava PJ Harvey e mangiava le merendine (“Dietro La Lavagna”). “La Nostra Romantica Ballata Pop” è una melodia dark, ardua da comprendere sia al livello musicale che di testo. Con “Gran Ricetta Per La Plastica” il trio sferza la musica massificata dalle rime sole-cuore-amore che passa più in radio ed ottiene facile successo. Chiude l’album la liberatoria “Political Chihuahua” che, con astio e senza mezzi termini, si scaglia contro il mondo politico dell’Italia di oggi, augurando ai suoi esponenti una livida dedica che non possiamo che condividere. I Fraulein Rottenmeier hanno dato vita ad un progetto impegnativo, lo si capisce fin dalla confezione del cd, molto curata, con belle foto e tutti i testi, cosa ormai sempre più rara. Tuttavia, si sono cimentati in musicalità punk ed elettroniche su strade meglio battute da altri, e si sono aggrovigliati in brani che dovrebbero ritrarre con ironia e lucidità una società distorta e multiforme, la cui efficacia risulta però debole e poco incisiva. L’ascolto è faticoso e, nonostante gli abiti teatrali, non traspare nessuna simpatia né autoironia. Questa rimane naturalmente l’opinione di chi scrive, che riserva comunque rispetto per tutti i giovani musicisti che si sperimentano in nuovi progetti, credendoci veramente.
Articolo del
08/06/2011 -
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