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The Funnels
The Funnels
2011
CD autoprodotto
di
Martina Consoli
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Acquisire una certa esperienza direttamente sul palco è indubbiamente un biglietto di presentazione vincente per qualsiasi artista che vuole sfondare all’interno del mercato musicale. La band abruzzese The Funnels capeggiata dal leader Emanuele Di Florio, operante dal 2003, ha costruito la propria ossatura partecipando a diversi concorsi nazionali e non (per ben 2 volte conquista la semifinale all’ Italia Wave Festival nel 2006 e nel 2008). Il gruppo ha già all’attivo due album e nel 2011 si aggiunge il terzo, omonimo, autoprodotto come i precedenti. Tutti e tre gli Ep sono stati pubblicati a distanza di un anno gli uni dagli altri, complice il modo di comporre del quartetto: spontaneo e diretto senza voler perdersi in elaborazioni inutili. Scelta questa avvalorata anche dal cofanetto dell’ultimo album, i cui testi delle canzoni sono riportati nella stesura originale a mano, incluse le correzioni, in cui sono stati composti. Il genere di fondo in cui si inquadra il gruppo è un punk-rock di nuova generazione di matrice americana con l’aggiunta di qualche sprazzo di elettronica e ska. Il tema cardine dell’EP è un elogio alla musica, ben cinque tracce ruotano attorno ad esso: “Elettroshock”, che quasi ripercorre il periodo del decadentismo e dei poeti “maledetti” che attraverso sostanze allucinogene volevano farsi trasportare per guardare oltre la realtà, “C’è Poco Da Fare”, l’unico modo per esprimersi è attraverso le note (perdersi in lunghi assoli / è la cosa migliore da fare), “Michela” in cui si narra la storia di una ragazza, prima attraverso un ritornello di soli due righi ripetuto (“Michela spendeva acquistando dischi / Michela non conosceva un modo diverso di vivere”) e poi affidando il racconto alle note, tramite un’alternanza di chitarre acustiche ed elettriche, appunto per lasciare spazio ancora una volta solo alla musica (la traccia dura oltre otto minuti). Seguono la stessa tematica “Pow” e “La Musica Ti Arriva Al Cervello” il cui titolo non ha bisogno di ulteriori spiegazioni. All’interno dell’album si fanno spazio anche temi riguardanti la visione negativa del proprio futuro da parte delle nuove generazioni: “Cosa Vedi?”, “La Mia Vita E’ Maledetta” che si distingue dalle altre tracce per il miscelamento di ritmi punk misti al funky e “Sputa Sul Mondo” (ricalca il modo di scrivere di Vasco Rossi), il mondo è caduto così in basso che ormai non può più essere ripulito. La traccia musicalmente più riuscita è “I Smoke” che potrebbe far storcere il naso a più di un moralista, visto che è un inno potremmo dire, al fumo e alle droghe, ma alla fine basta capire che si tratta di musica no?
Articolo del
10/06/2011 -
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