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Spesso, quando il nuovo album di un artista o di un gruppo viene pubblicato a qualche anno di distanza rispetto all'ultimo lavoro, si riscontra sempre un cambiamento in termini di avvenuta maturità. Gli Jolaurlo, da questo punto di vista, non fanno eccezione. A quattro anni da ”InMediataMente”, infatti, è da poco uscito ”Meccanica e Natura” nel quale, pur riconfermando quella miscela di punk, ska e dub anni '80 che ha caratterizzato il loro stile sin dagli esordi, è altamente riconoscibile il livello che questo gruppo ha raggiunto nonostante le tantissime sostituzioni avvenute al suo interno dalla loro formazione (avvenuta nel 2000), fino ad oggi. Già il titolo è tutto un programma. Meccanica e natura sono infatti le due componenti opposte ma complementari di tutto ciò che ci circonda, dallo spazio cosmico al nostro io più profondo. Due opposti che ne contengono e, nello stesso tempo, ne originano altre migliaia. Nei dieci brani presentati, più la cover dei CCCP “Annarella”, registrata live, la realtà si alterna di continuo a microcosmi paralleli popolati da androidi e dominati da quel caos, che sino ad ora la ragione non è stata ancora in grado di decifrare, trascinando l'ascoltatore in un fantastico viaggio virtuale. In linea continua con gli album precedenti, è ancora fortissima la voglia di denunciare ciò che, pur essendo sbagliato, l'abitudine quotidiana ci fa apparire come “giusto” mista al desiderio di essere se stessi che nella società contemporanea viene continuamente e subdolamente soffocato. I brani che meglio esprimono questi sentimenti sono ”Androide” nel quale il rifiuto di soffrire può addirittura portare a preferire una vita programmabile e programmata nella quale al posto del cuore ci sarebbe un meccanismo elettrico ricaricabile; ”Buio e Banale”, invece, parlano dell' incertezza del vivere comune che a volte ci si illude anche solo di nascondere conformandosi alla banalità altrui. In ”Chiaro/Scuro” ricompare il dualismo che fa da filo conduttore dell'intero disco con un messaggio che risulta lampante sin dal primo ascolto: chiaro non è sempre sinonimo di vero, anzi, il lato scuro delle cose è proprio quello che spesso ci aiuta davvero a comprenderle. Tra le molteplici tematiche trattate c'è anche quella della prostituzione nel bellissimo brano ”Valentina”, e non manca lo spazio per parlare anche d'amore che in ”Sempre” viene narrato dalla voce ferita della controparte abbandonata, mentre in ”Cinema”, unico brano dal sound pop-soft rock, assume i contorni sfuocati che solo la paura di abbandonarsi può creare. Un disco completo e maturo, insomma, che conferma la bravura e la professionalità di questo gruppo più volte premiata nel corso di svariati festival e soprattutto cresciuta grazie all'energia del pubblico al quale non hanno avuto paura di “consegnarsi” sin dagli esordi. Ed è stato proprio grazie al sostegno del pubblico che questo album è stato realizzato, mediante un progetto premiato al M.E.I. 2010 con il ‘Premio per l'innovazione’. Un'iniziativa originale e unica che tutti gli artisti dovrebbero imitare. Sin dal primo brano, infatti, si capisce come questo disco non sia fatto per essere ascoltato tra le pareti di casa, ma, sia per le tematiche trattate che per il sound particolarmente accattivante, esprima il bisogno di essere condiviso, cantato a squarciagola dinnanzi a più gente possibile. Ed è quello che gli Jolaurlo hanno intenzione di fare nei loro prossimi concerti.
Articolo del
11/06/2011 -
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