|
Ecco il packaging di uno dei dischi più folk della scena musicale emergente. Stiamo parlando dell’esordio discografico della “Piccola Orchestra Karasciò” che, con all’attivo più di 100 concerti, ha dato vita al suo primo EP di sette tracce dai sapori popolari. Il gruppo di sette elementi, nasce nel 2007 nelle Valli Bergamasche, dall’unione di Paolo Piccoli (chitarra acustica e voce), Ilaria Colleoni (violino), Roberto Nicoli (basso), Fabio Bertasa (chitarra elettrica), Michele Mologni (batteria), Diego Camozzi (mandolino), Alessio La Chioma (tromba). Le sette tracce di “Made in Italy” si sviluppano su una linea folk un po’ sui generis resa possibile grazie al mix di strumenti che aumenta le potenzialità della versatilità del disco. Si parte sul classico tempo da “festa di paese” con “Nuovo Circo”, un’ incalzante armonia dove a dominare tra trombe e mandolini sono mangiafuoco, artisti, ballerini, zucchero filato e caramelle, quelli del nuovo circo, il tendone politico che va un po’ a destra e un po’ a sinistra. Il folk lascia il posto ai suoni della natura, i ritmi persistenti delle percussioni, i fischi di background per “La Ballata del Creato”. In sordina il richiamo dei sapori musicali, combinato con la voce di Piccoli, richiamano qualche lavoro folk di Fabrizio De Andrè. In effetti, il rimando alla musica italiana d’autore di “Made in Italy” è percepibile in molte tracce come nella terza , “70 Estati”, dove influenze dei Modena City Ramblers colorano di nostalgico folk, le note di questa canzone. Di incontri ravvicinati con il genere musicale nostrano, la Piccola Orchestra Karasciò ne ha fatti, basti ricordare la loro vittoria al “Premio Amnesty Italiani Emergenti” dove hanno potuto incontrare “la cantantessa”, Carmen Consoli; o ancora, la partecipazione al Barezzi Live 2008, in cui hanno aperto la serata per Franco Battiato. “Il Tempo dei Villani” ha un riferimento più che folk, abbastanza western, il senso è dato dalla sfidante tromba di La Chioma che introduce e conduce sulla via di uno sviluppo musicale abbastanza allegro e libertino, quello delle “pogate” sul ritornello. Chitarra acustica, batteria e ritmo reggae per “Grappa e Foglio di Giornale”, riflessiva sull’assolo brevissimo di mandolino e nostalgica su quelli di tromba. “Noi Sempre Più Uomini” è il brano che più si somiglia al genere dei Modena City Ramblers, partenza in sordina musicale ma con decisione vocale e secondario affidamento alle percussioni, quelle che poi si amalgamano alla batteria e alle chitarre per trovare “Il Sapore Delle Nuvole” raggiunto a fine traccia con violino definito e chitarra in sordina. “Beshir”, ultima track dell’EP è degna di nota, input da nenia araba, quello di “Beshir”, che racconta la storia di un uomo arrivato dal suo paese d’origine con una barca, mandolini melanconici, chitarre tristi e violino insofferente, come lo stato d’animo del protagonista. La Piccola Orchestra Karasciò si è aggiudicata il “Premio Amnesty Italiani Emergenti” all’interno del festival “Voci per le libertà” nel luglio 2010.
Articolo del
14/06/2011 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|