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I Ravenscry si formano nell’estate 2008 con Paolo “Paul” Raimondi e Mauro Paganelli alle chitarre, Andrea “Fagio” Fagiuoli al basso, Simon Carminati alla batteria e Giulia Stefani alla voce. Debuttano dal vivo al festival “Agriturock” di Tarquinia per poi proseguire in molte città del Friuli e della Lombardia. Nel dicembre 2009 esce il loro EP contenente 5 brani, in realtà ne avevano registrati 12, per cui hanno avuto la possibilità di collaborare con il produttore Fabrizio Grossi (Steve Vai, Steve Lukather, Slash) per il mixing e con Tom Baker (Marilyn Manson, Judas Priest, Sevendust) per il mastering. Nell’aprile 2010 registrano anche il videoclip di “Nobody” e lo presentano in una serata a Milano. Il primo ottobre la band firma un contratto con Wormholedeath/Dreamcell11 per la pubblicazione e distribuzione del loro primo album: “One Way Out”, uscito l’aprile successivo. Un tour europeo gli ha permesso di farsi conoscere anche in Belgio e Inghilterra. I Ravenscry propongono un rock/metal alternative, sulla scia di band come Evanescence, Soilwork e Within Temptation. Sono tutte influenze che si ascoltano nelle 12 tracce di “One Way Out”, album che senza dubbio, ci presenta questa band e ci lascia con la voglia di ascoltarne di più. “Calliope” apre l’album in maniera brillante, colpendoci soprattutto per il ritmo travolgente e la voce corposa e delicata della vocalist. “Nobody”, pezzo di cui è stato girato il video, si apre con elementi elettronici che caratterizzano molto lo stile dei Ravenscry, questi elementi si intrecciano nel tessuto dei brani benissimo, come anche in “A Starless Night” ad esempio. Interessanti sono i tre brani “Redemption I – Rainy”, “Redemption II – Reflection” e “Redemption III – Far away”, il primo caratterizzato da toni pacati, molto suggestivi, il secondo completamente strumentale e il terzo più aggressivo. Effettivamente possiamo sia gustarceli separatamente che prenderli nell’insieme come un lungo brano in cui la seconda parte fa da ponte. Con “Embrace” si fanno sentire toni particolarmente rock, traccia ben bilanciata, con repentini cambi ritmici. In generale suona più rock questa seconda parte dell’album con i brani “Embrace” appunto, “Journey”, “Back To The Hell” e “This Funny Dangerous Game”. A chiudere l’album in bellezza è “My Bitter Tale”. Ottimo lavoro, ricco di elementi e di stile. I Ravenscry hanno certamente trovato la loro strada, con un primo album di questo livello possiamo solo aspettarci ulteriori miglioramenti.
Articolo del
22/06/2011 -
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