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Il bar è un luogo non luogo, uno di quei posti dove incontri gente, ma allo stesso tempo incontri anche Nessuno. Il bar è il vero posto in cui vedere la vita di tutti giorni di tutti i generi di persone, quelle che frequentano banche, supermercati, edicole, uffici scuole, un crogiuolo di gente che lancia un messaggio, quello della riflessione. Barnoir è un progetto musicale, un gruppo di cinque musicisti formatosi nel 2009 a Roma - Dario Brugnò (batteria), Guido Cannizzaro (voce e chitarra), Raimondo Ferraro (chitarra), Antonio Cangemi, Claudio Verona (basso) - che, grazie all'incontro con Sputinik, etichetta romana, pubblica “Erre Vallanzasca” , il loro Ep che, in sole tre tracce, riesce a dare lo spunto per riflettere sull' ”anima delle cose, delle persone”. La linea guida è di sicuro l’alternative rock anni ‘70, con qualche nota di progressive riadattato ad atmosfere e mood contemporanei. “Erre Vallanzasca” è la traccia di apertura che immediatamente dona l'idea della filosofia musicale, del ritmo adottati dai Barnoir, un lento crescere di chitarre elettriche guidate da una voce narrante quasi monotona che sfiora a tratti l'idea della “aberrazione” della “depressione” umana di questo secolo. Renato Vallanzasca “non è un eroe”, ma l’affidare nome ed apertura a questo personaggio che è entrato nella storia comune delle persone, anche se per motivi non del tutto lieti, ha un significato duro, forte e vuole essere un chiaro riferimento alla realtà, alla società che viviamo. L'anima rock emerge possente in, “Due Di Noi”, seconda traccia dell'Ep, un passaggio delegato a chitarra e basso, porte aperte per la marcetta di batteria che, nel suo non uscire dai parametri ritmali, si amalgama perfettamente alla linea monocorde della performance vocale di Cannizzaro e gli assolo di chitarra sono memorabili in questa traccia. Il richiamo ai CCCP, ai Massimo Volume, ai Diaframma, agli Offlaga Disco Pax, ai gruppi in del alternative rock e punk rock italiano, si avverte sempre più in levando, dalla prima all'ultima traccia con un richiamo ai più recenti Marlene Kunz e Afterhours. Un senso di affanno, di retaggio del passato, quel passato che ci si trascina tediosamente senza umana reazione. Terza ed ultima traccia di “Erre Vallanzasca” è “Radio Londra” che ha un’apertura toccante quella data dai bassi ritmi dei tamburi di batteria, dai sintetizzatori e dalla frasi trasmesse da voce radiofonica che lancia messaggi di guerra, quelli in codice di Radio Londra. “Erre Vallanzasca” è sicuramente un lavoro musicale che va ascoltato con l’animo.
Articolo del
30/06/2011 -
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