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U'Papun
Fiori Innocenti
2011
Just Play Music
di
Stefano Torrese
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Cantautorato, rock, etnica, folk, punk, funk e teatro ma pur sempre Puglia. L'esordio discografico degli U'Papun, provenienti da Bari, è una miscela di svariati generi che hanno come comune denominatore le mode musicali provenienti negli ultimi anni dalla regione de “lu sole, lu mare e lu reggae”. Non basta, infatti, inserire degli elementi alla System of a Down (ma che suonano come i Negramaro più commerciali) per far salire "Fiori Innocenti" un gradino al di sopra della media nazionale. Anche se Red Ronnie, 'che di nascosto s'abbuffa di carni' (Cit. da "Tutto Ciò Che C'è" di Caparezza), li definisce "Il lato deviato della Puglia" gli U'Papun non deviano il percorso già intrapreso dalla band di Giuliano Sangiorgi e da tante altre band che fanno delle contaminazioni mediterranee un marchio di fabbrica. L'elemento caratterizzante dell'album è la voce teatrale del cantautore-attore Alfredo Colella che spesso affronta tematiche complesse con un po' di superficialità ma è sicuramente il protagonista di "Fiori Innocenti". I brani "Biancaneve (Donna Emancipata)" e "Giuletta" sono, infatti, piece teatrali con accompagnamento funk che copiano un po' la forma canzone-teatro di Gaber ma risultano comunque degli esperimenti coraggiosi. Il primo singolo estratto dall'album è "L'Appapparenza" che vede la preziosa collaborazione di Caparezza ma sembra un'operazione da tentativo di successo populistico piuttosto che una collaborazione dettata da necessità artistiche. I 16 brani dell'album spaziano tra tentativi di rock-progressive ("La Danza Degli Insoddisfatti" e le strumentali "Raga Fiori" e "L'Uomo Nero") che finiscono per ricordare i Modena City Ramblers e ballate pop ("Uomo Qualunque", "Inutile Alchimia") che non hanno la forza dei grandi cantautori italiani. I pezzi migliori sono "La Sposa In Nero", "L'Odore Delle Rose Selvatiche" e "Fiori Innocenti" dove il ritmo ska e danzereccio riesce a far emergere meglio il lato cantautorale del gruppo. La tecnica c'è e si sente e le idee non mancano; per gli U'Papun un esordio forse forzato, pieno di pezzi che suonano come b-sides e riempitivi che rendono l'album un po' pesante e disomogeneo.
Articolo del
02/07/2011 -
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