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”Qué Te Pasa”, ovvero che ti succede, chiedono gli Out Of Mind: potrebbe essere la domanda esistenziale che riassume la loro filosofia, perché la loro attitudine e la loro musica sono tutto un invito a vivere la vita all’insegna del take it easy, divertendosi e non pensandoci su troppo. Il loro punk rock si colloca sulla falsariga di alcuni dei nomi più noti dell’effervescente scenario nazionale: Moravagine, Pornoriviste, Skruigners, Shandon. Il platter alterna brani leggeri e disimpegnati, inni al divertimento e al relax, molto prossimi al sound californiano, ma con inserti di sax e ska che spiazzano e riconducono precipitosamente in terra italica (”Che Numero Sei”, “Pequeno Punk”, “No Te Quiero Màs”), ad altri in cui i nostri Out Of Mind mettono su la faccia cattiva e heavy, tanto per darsi un tono e ricordarsi che il punk nasce pur sempre come musica arrabbiata, e che diamine! Ecco allora le parti nettamente più convincenti dell’album, ”Delirio”, “Panico”, la nervosa ”Spazio Blu”. La zuccherosissima ”XSempre”, sviolinatura buona per teenagers alle prese con le prime cotte, non rende giustizia allo spirito dissacratorio dell’album: meglio, molto meglio le galoppate punkettone e le chitarre incandescenti, ancorché ancora un po’ rozze. Giudizio freddino anche per ”The Big Rasta Man”, totalmente fuori contesto (che bisogno c’era qui dentro del clone degli Africa United? Boh…). Per il resto, gli Out Of Mind sono divertenti, energetici e promettenti. Coraggio.
Articolo del
13/07/2011 -
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