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Houston
Mechanical Sunshine
2011
Tanzan Music
di
Antonella Frezza
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Ormai la Tanzan Music ci ha abituati ad ottime pubblicazioni e anche questa volta non sembra volersi smentire. L'etichetta ha di recente aperto le sue porte agli Houston, giovane e promettente band piacentina. Il gruppo nasce nel 2006 e pubblica dopo un paio d'anni il primo disco ”Fast In Elegance”, con conseguenti tour che lo portano a farsi conoscere ed apprezzare in giro per il vecchio continente. ”Mechanical Sunshine” è il titolo del nuovo granitico lavoro. Per gli amanti di sonorità aggressive e grintose qui troverete pane per i vostri denti affilati. Preparatevi quindi a fare incetta di musica perchè la portata è ricca: tredici brani (esclusa la prima traccia-intro) in bilico tra hard rock e heavy metal di magnifica fattura. Ve ne accorgete immediatamente dal primo pezzo ”Planet Terror”, ritmo sostenuto, riff laceranti e i tamburi della batteria che sembrano essere ad un passo dall'esplodere. Non da meno ”Black Rose”, in cui le chitarre si fanno distorte e spasmodiche e sembra quasi sentir piangere le pelli che vibrano sotto la potenza d'impatto delle bacchette! I quattro musicisti non tralasciano però la componente melodica, fondamentale a rendere le canzoni immediate e fruibili anche per l'ascoltatore abituato a generi meno duri. E' qui che entrano in gioco linee vocali “lisce” e controllate, senza comunque rinunciare, non preoccupatevi, ad incursioni nei registri di ‘growl’ e ‘screaming’ all'occorrenza. Altro discorso per brani dal carattere decisamente più commerciale e radiofonico come ”One Day”, ammorbidita dalle note di un piano e da un ritornello orecchiabile e ”Generetion 09”, in cui il metallo di fa elettronico e “ballabile”. Elementi gothic incupiscono invece ”Mechanical Breath” e ”Truth About Me” ricreando atmosfere dark, inquiete, seducenti. Infine il brano intimo e introspettivo che non può mancare in nessun album metal che si rispetti e che qui è rappresentato dalla dimensione acustica e malinconica di ”Cold”. Di indicazioni che descrivano “Mechanical Sunshine” ora ne avete a sufficienza. Il disco, si è capito dalle mie parole, è di indubbio valore, quindi se pensate possa interessarvi non esitate ad ascoltarlo. Soddisfazioni assicurate.
Articolo del
16/07/2011 -
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