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Pensare che musicisti italiani possano plasmare musica di influenze britanniche, se non del tutto internazionali, sembra qualcosa di molto distante dal comune modo di concepire la musica, considerando che quella italiana è la classica leggera che i nostri padri hanno assaporato con cantautori come Modugno, Villa e, più attuali, De Andrè e Battisti. Sembra lontano, ma è più vicino di quanto pensiamo. Le influenze vengono dal mare e dalle terre lontane, dal rock anni ’60 che abbiamo conosciuto con i Beatles, sino al trip pop dei Massive Attack e all’inebriante melodia vocale di Bjork e al ritmo inglese rockettaro degli Interpol. Sono proprio questi i riferimenti a cui, tendenzialmente, si avvicinano i Threesome Band, tre musicisti venuti con il sole della Sicilia a riscaldare, con la loro musica, il freddo della capitale lombarda, Milano. Il loro primo lavoro musicale “Injection” è stato prodotto con la FMP (neonata etichetta che si appoggia al Flam Music Studio di Milano) ed è un album interamente concepito con testi inglesi che ha come filo conduttore il rock britannico, pop rock e qualche spolveratina di elettronica, fuori dalle convenzioni comuni e dal “commercialismo” musicale di questi tempi. Subito in apertura con “Black and Forth” si avverte quel quid distintivo che la band ha voluto trasmettere di primo acchito con atmosfere misteriose che fanno da apripista al rock dettato da chitarre e batteria, sempre costante senza sbalzi sofferti di ritmo, ma molto deciso, incisivo. La vocalità di Melissa, morbida, e urlante quando necessario, ha un ruolo abbastanza importante nella riuscita dei pezzi di “Injection”. In “Alter Ego”, la sua stabilità vocale fatta più che altro di note allungate e melliflue, fa quasi da dolce accompagnamento al ritmo adottato per questa traccia, che nel retrogusto, presenta qualche influenza di trip pop marcato da una costante batteria e qualche synth che scorgiamo all’orizzonte. ”Injection”, traccia che dà il nome all’album, nel senso ritmico si avvicina molto ad alcune tracce dei Cardigans, in particolare riprende in versione morbida “My Favorite Game”. I tre musicisti, Melissa Campisi: Vocals, Guitar, Words, Music; Francesco Alagna: Bass, Programming, Music e Angelo Bordonaro: Drums, passano, in questo lavoro, da rock impulsivo a rock moderato e ragionato. In effetti, dopo l’intensa scarica adrenalinica della terza traccia, i toni di abbassano con “Dark Lady”, dove la dolcezza vocale di Melissa dà il meglio di sé in un timbro fresco, pulito, estivo dove ogni suono è fortemente distinguibile, dal quelli programmati, al ritmo di chitarre e batteria. “Fade Out Image” pare la continuazione disordinata di “Dark Lady” che segna il passaggio, avvertito in modo più incisivo nella quinta traccia, ad un’altra versione dell’album, una più elettronica, come nell’apertura della quinta traccia e continua in “The Day After Tomorrow”, brano dalle mille sfaccettature musicali, quella elettronica in apertura, rock in seconda battuta con qualche inserimento acustico che ammorbidisce i toni. “Injection” è un album intimo che nasce dalla commistione sensibile dei testi, molto autobiografici, di Melissa e dall’equilibrio sonoro che, tra intervalli rock ed elettronici i tre musicisti riescono a dare. Questa intimità e questo l’equilibrio sonoro del trio lo si scorge molto in conclusione con i brani ”Surrounding” e ”Winter”, traccia di chiusura del tutto elettro e piena di grinta, quella del rock britannico.
Articolo del
20/07/2011 -
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